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Delega fiscale, oggi il via libera in Commissione

La delega fiscale prova l’allungo in Commissione ma è ancora alto il rischio di restare ancora una volta incagliata nelle secche del Senato. Dopo lo stop al Ddl di riforma del fisco di fine 2012 a un passo dal traguardo con la caduta del Governo Monti, il “lavorio” politico di Palazzo Madama e le nuove schermaglie tra i gruppi hanno ostacolato un via libera immediato da parte del Senato, che fino a ieri mattina sembrava ancora possibile.

A opporsi all’approvazione senza modifiche in Commissione Finanze del Ddl già licenziato dalla Camera e dunque a un suo possibile via libera definitivo anche da parte dell’Aula del Senato sono state in primis le esigenze di intervenire a tutti i costi sul testo da parte dei pentastellati. Al no dei grillini si è aggiunta la presa di posizione della commissione Bilancio di Palazzo Madama, che chiamata ad esprimersi sul testo del Ddl, ha informalmente evidenziato possibili vizi sugli articoli 16 (copertura finanziaria) e 14 (giochi). Sull’articolo 16, frutto di un lavoro di fioretto portato a termine alla Camera con la commissione Bilancio, i colleghi del Senato sembrano ora aver fatto un passo indietro. Sul fronte giochi, invece, secondo la Bilancio di Palazzo Madama, i principi della delega scricchiolano soprattutto sul fronte dell’ippica dove la norma sarebbe priva di copertura finanziaria. Ma anche qui, assicura Mauro Maria Marino, le osservazioni della Bilancio saranno superate domani con il parere ufficiale della Bilancio e senza alcuna modifica all’articolo 14 sui giochi.

Eppure il presidente Marino e il sottosegretario all’Economia Luigi Casero, ieri di buon mattino avevano convocato a Palazzo Madama il presidente della VI Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone (Fi) e il capogruppo Pd Marco Causi (Pd), nonché l’altro relatore alla delega il senatore Salvatore Sciascia (Fi), mettendo sul tavolo l’ipotesi di approvare il provvedimento in Senato senza modifiche in modo da evitare un ulteriore passaggio alla Camera. Lo stesso Sciascia aveva assicurato un voto compatto in Commissione. Una vera e propria svolta che avrebbe così consentito anche al Governo di voltare pagina, abbandonare una volta per tutte il tormentone della tassazione immobiliare per mettersi al lavoro sulla riforma del fisco, a partire proprio da quella del catasto fino alla codificazione dell’abuso del diritto e alla disciplina della riscossione locale, o ancora all’introduzione di semplificazioni sia in termini di adempimenti che di regimi di tassazione. Ma così non è stato.

A Casero, Marino e allo stesso Sciascia, davanti alla “voglia” di modificare a tutti i costi il Ddl, non è rimasto che puntare almeno a sbloccare l’impasse evidenziando solo 4-5 modifiche da apportare al testo e consentire così un via libera della Commissione Finanze del Senato già oggi. Sempreché i gruppi decidano di ritirare le loro proposte di modifica, sottolinea Sciascia. L’obiettivo resta quello di inviare, con l’accordo di tutti, il testo all’Aula di Palazzo Madama già all’inizio della prossima settimana e ottenere un’approvazione lampo. Poi toccherà alla Camera che, assicura Causi, anche con una finestra di sole 3 o 4 ore potrebbe licenziare in tempo reale i pochi ritocchi apportati dal Senato e consentire così a Montecitorio di chiudere definitivamente il cerchio. Le novità, che il presidente della commissione Finanze del Senato, Marino, definisce comunque non stravolgenti, dovrebbero riguardare: l’articolo 1 sui criteri generali; l’articolo 2 che prevede la riforma del catasto e in particolare la certificazione energetica degli edifici; la partecipazione delle associazioni delle famiglie alla fase dio attuazione; il contenzioso tributario e la riscossione.

In questi due ultimi casi, per le modifiche volte a un allargamento della rappresentanza in commissione tributaria si dovrebbe arrivare oggi a una trasformazione degli emendamenti in ordini del giorno. Mentre per la riscossione si punta ad assicurare maggiori tutele anche al personale delle società di riscossione che oggi operano al di fuori di Equitalia. Modifiche di “piccolo cabotaggio” ma che obbligheranno la Camera a una nuova lettura. Per questo, ha sottolineato ieri Casero «ora auspico che l’iter al Senato si chiuda in tempi rapidi». Per ulteriori interventi, ha sottolineato ancora il sottosegretario, «Il governo è disponibile dopo l’entrata in vigore della delega, a un confronto informale con le competenti commissioni parlamentari nella fase di predisposizione dei decreti legislativi».

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