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DEF 2015, Renzi: no nuove tasse ma meno pensioni di invalidità ed esenzioni fiscali

Non ci sarà nessuna nuova tassa nel Documento di Economia e Finanza 2015. Lo ha ufficializzato ieri @matteorenzi nella conferenza stampa a margine dell’esame preliminare al DEF 2015, che venerdì sarà definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri (>> il comunicato stampa del Governo).

Cittadini e imprese quindi possono stare ‘sereni’, per usare un’espressione cara al premier. “Non ci sono alla vista né aumenti di tassazione né tagli alle prestazioni che i cittadini ricevono – ha detto il Primo Ministro -. C’è bisogno di dimagrire un po’ per la macchina pubblica, ma se i sacrifici li fa la politica per me non è un problema. Se salteranno poltrone nelle partecipate io quello lo considero un beneficio per i cittadini, non un sacrificio”.

Le cifre della spending review

E qui ci ricollega subito alla spending review, che oscillerà dai 10 ai 16 miliardi di euro. Le bozze del DEF 2015 prevedono una stretta sulle pensioni di invalidità e sforbiciate alle detrazioni ed esenzioni fiscali. Il che si tradurrà indirettamente in un aumento delle imposte.

Secondo le nuove stime contenute nel DEF, il Pil crescerà dello 0,7%, un decimale in più rispetto alla stima d’autunno di +0,6%. E pare che la tanto agognata ripresa sia li dietro l’angolo, con un’accelerazione a +1,4% nel 2016 e +1,5% nel 2017 ma, a differenza del passato, l’aumento del Pil non sarà funzionale al rientro del deficit.

I tagli a Comuni e Regioni: 8.3 mld in 5 anni. Ma Renzi è pronto al confronto

Nel frattempo, i sindaci continuano la loro crociata per evitare che vengano tagliati altri fondi a comuni e regioni. Ieri la Cgia di Mestre ha reso noto uno Studio secondo il quale negli ultimi 5 anni (2011-15) sono stati tagliati 8.3 miliardi di trasferimenti.

“Se nelle casse dei Sindaci la sforbiciata raggiunge quest’anno gli 8.3 miliardi di euro – si legge nella nota ufficiale della Cgia -, alle Regioni a Statuto ordinario la quota dei mancati trasferimenti si è stabilizzata sui 9.7 miliardi, mentre per quelle a Statuto speciale la contrazione ha raggiunto i 3.3 miliardi di euro. Anche per le Province, che sono ormai in via di “estinzione”, la riduzione dei trasferimenti è stata di 3.7 miliardi. Complessivamente, i vari Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni hanno tagliato alle Regioni e agli Enti locali ben 25,1 miliardi di euro“.

In questo senso Renzi si dice pronto ad un confronto coi sindaci “perché ho fatto sia il presidente della provincia sia il sindaco quindi un po’ i bilanci locali li conosco“. Secondo il presidente Anci Piero Fassino, “quelle di Renzi sono affermazioni importanti che vanno incontro alle esigenze dei Comuni, ora è urgente il decreto enti locali per risolvere le questioni ancora aperte sui bilanci 2015″.

(Fonte: Comuni.it)

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