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Decreto trasparenza, ecco il testo definitivo e la relazione illustrativa

Approvato nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso, non avevamo ancora il testo definitivo. Ora eccolo qua il decreto trasparenza nella sua versione definitiva corredato della relazione illustrativa.

In sintesi il decreto sulla trasparenza della p.a., introducendo anche in Italia il Freedom Information Act (FOIA), prevede che ogni cittadino possa accedere senza alcuna motivazione ai dati in possesso della pubblica amministrazione e che, non possa ricevere un diniego alla sua richiesta di informazioni se non motivato.

L’accesso riguarda tutte le informazioni comprese quelle che riguardano l’affidamento di gare ed appalti. L’invio di documenti in via digitale dovrà essere gratis. In caso di un rifiuto inoltre il cittadino potrà fare ricorso. Un nodo riguarda quello delle limitazioni ai dati accessibili e cioè il confine tra trasparenza e privacy.
Con il passaggio alle Commissioni di Camera e Senato è stata avanzata la richiesta di affidare all’Autorità anticorruzione la stesura delle linee guida per circoscrivere le eccezioni per l’accesso alle informazioni.

Il testo del Foia è stato corretto in tempi molto rapidi, seguendo le indicazioni non solo di Camera e Consiglio di Stato ma anche della società civile (30 associazioni raccolte sotto Foia4Italy).
In particolare, sono state accolte le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e sono state recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza Unificata, dal Consiglio di Stato e dal Garante per la protezione dei dati personali.

In tema di accesso civico è stato eliminato l’obbligo di identificare chiaramente dati o documenti richiesti, è stata esplicitata la prevista gratuità del rilascio di dati e documenti, è stato stabilito che l’accoglimento o il rifiuto dell’accesso dovranno avvenire con un provvedimento espresso e motivato, è stato previsto che l’accesso è rifiutato quando è necessario evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi.

Tra le osservazioni, la Camera e il Consiglio di Stato aveva inserito anche la necessità di un monitoraggio della fase attuativa, la creazione di un Osservatorio ad hoc anche perché il Foia si aggiunge a precedenti decreti, senza sostituirli, creando così possibili difficoltà interpretative.

“Ci sono da aspettarsi resistenze da parte della p.a. o anche una semplice difficoltà, nel breve periodo, di attrezzarsi per fornire le informazioni ai cittadini in modo tempestivo – scrive Alessandro Longo sulle pagine di Repubblica -. Lo insegna, tra l’altro, la storia degli open data: già dal 2012 la PA è obbligata a pubblicare i propri dati in formato aperto, ma non tutti rispettano la legge. … Insomma, come per gli open data, anche per il Foia non basterà la norma”.

Inoltre bisognerà vedere nel medio-lungo periodo altri aspetti: “l’efficacia del monitoraggio e delle eventuali sanzioni alle p.a. inadempienti; quanto saranno agevoli gli strumenti in mano ai cittadini per fare valere i propri diritti in caso di rifiuto da parte delle amministrazioni”, commenta Nello Iacono, vice presidente di Stati Generali dell’Innovazione. Infine bisognerà aspettare le linee guida dell’Anac che indicheranno in modo preciso in quali circostanze le p.a. possono rifiutarsi di fornire le informazioni ai cittadini. Lo scopo è limitare l’arbitrio da parte dell’amministrazione. Il problema è che sono sempre numerose le scappatoie in mano all’amministrazione pubblica per sottrarsi alla trasparenza. Il diavolo è nei dettagli. Bisognerà vedere quanto le norme da una parte e quanto la loro attuazione dall’altra saranno capaci di limitare questo problema.


FORMAZIONE TRASPARENZA

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