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DDL stabilità alla Camera, parte la maratona con 3mila emendamenti

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Da oggi inizia a entrare nel vivo l’esame della legge di stabilità alla Camera, il cui approdo in Aula è previsto permartedì 17. L’elenco delle modifiche alla quale stanno lavorando Governo e maggioranza è corposo, si va dalle pensioni agli stadi, ma come sempre la questione principale resta quella delle risorse.

Il primo appuntamento è con il vaglio di ammissibilità degli oltre tremila emendamenti in base, appunto, alla valutazione delle coperture e della pertinenza dei temi.
Poi sarà il turno dei gruppi parlamentari che entro martedì dovranno indicare i cosiddetti emendamenti segnalati, vale a dire quelli prioritari. Il voto in Commissione bilancio infatti è previsto solo a partire da mercoledì nel tardo pomeriggio, con l’obiettivo di chiudere entro il weekend.

I capitoli della manovra economica per quali i partiti, Pd in testa, chiedono correzioni sono numerosi: si va dallepensioni, dove è incessante il pressing per trovare i fondi per garantire l’indicizzazione al 100% per gli assegni fino a 2mila euro (ora il limite è 1500), al capitolo imprese.
Sono infatti numerosi, e provenienti da quasi tutti i gruppi parlamentari, gli emendamenti che vogliono alzare la soglia della deducibilità ai fini Ires e Irpef dei beni strumentali.
Il Senato ha alzato l’asticella dal 20% al 30% per il solo 2014 e ora si vorrebbe estendere tale ampliamento agli anni successivi nonché aumentare il tetto di un ulteriore 10%. Ma stando ai conti fatti dall’Esecutivo – secondo quanto viene riferito – ogni incremento del 10% comporta una spesa annuale di circa 200 milioni e quindi è evidente che non sarà facile dare soddisfazione a questa esigenza.

Google tax, Tobin tax, revisione delle imposte di bollo sono tra le fonti di copertura alle quali si guarda ma che ancora devono incassare il via libera definitivo da parte del Tesoro e che insieme a spiagge, stadi, vitalizi dei parlamentari, divieto di cumulo pensioni-redditi e fondo taglia cuneo sono tra i temi sul tavolo e torneranno a essere oggetto di trattativa fra la maggioranza e l’Esecutivo.

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