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DDL Stabilità 2016, arriva la deroga per le delibere Imu-Tasi approvate entro il 30 settembre

Arriva la deroga per i comuni che hanno approvato le delibere relative a “regolamenti, aliquote e tariffe di tributi” entro il 30 settembre 2015. 
Lo prevede un emendamento del Pd alla legge di stabilità approvato dalla Commissione Bilancio al Senato (>> il testo del d.d.l. aggiornato all’11.11.2015), con cui si stabilisce che “per l’anno 2015 sono valide le delibere relative a regolamenti, aliquote e tariffe di tributi adottati dai comuni entro il 30 settembre, per le quali siano state compiutamente espletate le procedure di pubblicazione”. Rispetto al termine fissato dalla legge attuale, che rende valide le delibere presentate entro fine luglio, si tratta quindi di uno slittamento di circa 2 mesi. Grazie all’approvazione della misura molti comuni, che non avevano presentato le proprie delibere entro la scadenza per incrementare l’aliquota Imu sulla seconda casa, potranno comunque applicare l’incremento. Ad essere interessati dal provvedimento dovrebbero essere circa 1.600 comuni. 
Bene la positiva valutazione politica che ha portato all’accoglimento della richiesta Anci di una deroga per i comuni che hanno approvato delibere sui tributi locali entro il 30 settembre 2015”. Così Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e Delegato Anci alla finanza locale. “È necessario però – sottolinea – che tale previsione sia inserita in un decreto in adozione, in modo da renderla immediatamente applicabile ed evitare futuri contenziosi”.
“La richiesta – spiega – era stata formulata perché si era creata una condizione che rasentava l’assurdo, con comuni che avevano approvato le delibere il 31 luglio ad un solo giorno dalla scadenza. Ci tengo a sottolineare che tali ritardi, nella maggior parte dei casi, sono ascrivibili al fatto che nei comuni, dopo il turno elettorale, si era proceduto alla convalida delle elezioni solo ai primi di luglio. Non c’era quindi una volontà di differire delle scelte, ma una mancanza di tempi tecnici per la presentazione del bilancio. Non si tratta quindi di una sanatoria – conclude Castelli – ma di un atto di realismo”.

 

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