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Dal bollo sui depositi titoli 8 miliardi

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Una stangata spalmata in quattro anni sui risparmiatori da 8 miliardi di euro. Che con il gioco dei saldi e degli acconti d’imposta arriverà a sfiorare nel 2015 i 10,5 miliardi di euro. È dall’aumento progressivo dell’imposta di bollo, destinata a colpire i circa 10 milioni di correntisti in possesso di un deposito titoli, che il Governo drenerà la quota più consistente delle entrate attese dalla “manovra di pareggio” per gli anni 2011-2014. Una manovra che, secondo la relazione tecnica della Ragioneria generale, ha un impatto sul deficit nei quattro anni di 43,398 miliardi. Se poi a questi si sommano spese e appostamenti di fondi finanziati nel biennio 2011 e 2012 il jackpot per lo Stato sale a 50 miliardi. Per i primi due anni l’impatto è, complessivamente, poco più di 157 milioni di euro, di cui 5,3 milioni nell’anno in corso e 151,8 milioni per il 2012. L’effetto più consistente sull’indebitamento netto della Pa si avrà però nel biennio successivo con 17,877 miliardi per il 2013 e 25,365 miliardi per il 2014, quando si dovrà centrare l’obiettivo prefissato e concordato con Bruxelles del sostanziale pareggio dei conti. La correzione vale dunque per il 2013 l’1,1%, mentre quella del 2014 si colloca attorno al 1,6% del Pil. Dal dettaglio dei saldi emerge anche che il totale delle entrate nei quattro anni si attesta a 19,759 miliardi, mentre quello dei tagli di spesa è di complessivi 23,6 miliardi. Per quest’anno le entrate attese sono 1,849 miliardi (4,276 per il 2012). Nel 2013 il Governo conta di incassare 7,4 miliardi e ridurre le spese per 10,853 miliardi. Per il 2014 dal fisco e dai giochi arriveranno 6,61 miliardi, mentre la riduzione delle spese va oltre i 18,7 miliardi di euro. Le poste più significative sul taglio dei costi della Pa arrivano dalla riduzione delle spese dei ministeri e da quello alla sanità. Risparmi consistenti anche dal capitolo pensioni. In particolare i tagli ai ministeri sono pari a 1,0 miliardi nel 2012, 3,5 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014. Sulla sanità l’intervento vale circa 2,5 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014. Mentre con la riduzione dell’indicizzazione delle pensioni il Governo conta di recuperare complessivamente 2,7 miliardi. Sotto la voce Enti locali e territoriali la manovra chiede un ulteriore sacrificio per i prossimi quattro anni di 9,6 miliardi complessivi. Di questi: 3 saranno a carico dei Comuni; 1,2 graveranno sulle Province; il resto è quanto viene chiesto alle Regioni. Vale poco più di 15 milioni di euro, invece, l’intervento sui costi della politica. Il risparmio, che arriverà dalla norma sul finanziamento dei partiti politici scatterà dal 2013 e frutterà un risparmio di 7,7 milioni il primo anno e altrettanto l’anno successivo. Come detto la regina delle entrate della manovra è la rimodulazione al rialzo dell’imposta di bollo sui dossier titoli. Secondo la relazione tecnica l’incremento dell’imposta di bollo a 120 euro per gli anni 2011 e 2012 e a 150 euro per i depositi sotto i 50mila euro (380 euro per dossier titoli sopra i 50mila euro) a partire dal 2013, produce un aumento del gettito su base annua di circa 892 milioni annui per il 2011 e il 2012 e di 2,4 miliardi per gli anni successivi. Un contributo alle maggiori entrate arriverà anche da banche e assicurazioni: ammonta a 493 milioni in termini di competenza, a partire dall’anno di imposta 2011, l’effetto della maggiorazione dell’aliquota Irap dell’0,75% e del 2% rispettivamente per banche e assicurazioni. Secondo la tabella riportata nella relazione tecnica gli effetti finanziari dell’aumento Irap su fabbisogno e deficit (considerando un acconto dell’85% ai fini Irap e del 75% ai fini Ires) è stimato in 888,7 milioni per il 2012 e 479,7 milioni per il 2013 e il 2014. Un gettito di tutto rispetto arriverà dall’eliminazione dell’obbligo di garantire la rateazione per gli istituti definitori della pretesa tributaria. Con lo sblocco delle rateizzazioni il Governo stima di incassare 300 milioni nel 2012 e via via crescere negli anni successivi «attestandosi dal 2013 a 400 milioni di euro». Il superbollo per le auto di lusso porterà complessivamente nelle casse dell’Erario poco più di 197 milioni. Arriverà nel 2014, invece, la rivoluzione dei coefficienti di ammortamento delle imprese con un beneficio per le casse dell’Erario stimato in 1,3 miliardi.

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