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Dai parchi alle rinnovabili buone pratiche in vetrina

Belluno e Verbania, ancora al top di Ecosistema urbano. E le altre? Mettiamole in vetrina, se portano buoni esempi da imitare. Rendiamo innanzitutto merito a Parma, Trento, Siena, da tempo nella parte altissima della classifica. Parma negli ultimi dieci anni ha saputo trasformare il modo di muoversi in città. Trento, in un’area industriale dismessa, oggi bonificata, sta realizzando un quartiere, un grande parco urbano e il museo delle scienze. Siena vanta una buona qualità dell’aria grazie anche a pedonalizzazione estesa, un servizio di trasporto pubblico locale “modello” e forti investimenti nelle energie rinnovabili. La sfida della mobilità sostenibile è ben rappresentata da altre città. Bolzano, sempre in alto nella classifica complessiva, è esemplare per la mobilità non inquinante. Padova, che già oggi vanta la maggior densità di piste ciclabili, si è data l’obiettivo ambizioso di arrivare al 25% di utilizzo grazie a infrastrutture e facilitazioni. Reggio Emilia si distingue per il maggior indice pro capite di piste. Infine un piccolo riconoscimento va a Bari, prima città del Sud (quasi tutte indifferenti a questo tema) ad aver adottato il bike sharing. Quanto alla buona qualità dell’ambiente urbano, fa scuola Firenze, che ha ampliato la propria zona a traffico limitato con la recente chiusura al traffico di piazza Duomo e ha anche una buona dotazione di isole pedonali. Modena in 10 anni ha quasi raddoppiato il verde urbano affidandone la gestione ad associazioni di volontariato. Pratiche virtuose sono anche quelle di chi ha saputo ridurre gli sprechi di risorse ambientali. Pordenone è la regina della raccolta differenziata dei rifiuti: sistemi porta a porta, recupero dell’umido, coinvolgimento di associazioni e operatori locali. Bologna ha saputo progettare azioni per la riduzione dei consumi di acqua (e di conseguenza anche di energia) con campagne educative mirate e con un regolamento edilizio innovativo. Meritano uno sguardo anche le città che stanno affrontando la sfida globale del momento, il cambiamento climatico, con politiche energetiche che hanno un ottimo effetto anche sui problemi locali. Lodi ha già realizzato molti impianti solari sia termici, sia fotovoltaici, un sistematico efficientamento dell’illuminazione pubblica e un innovativo regolamento energetico-edilizio. Verona è la migliore come potenza totale installata di fotovoltaico, grazie all’impianto di 1 MW sullo stadio, ed è ben posizionata anche grazie al solare termico e alla rete di teleriscaldamento. Torino, sul teleriscaldamento, è prima in assoluto. L’utilizzo dell’energia solare vede impegnata anche Benevento (prima per fotovoltaico pro capite, installato su scuole). Le città più virtuose sono anche quelle che hanno saputo dotarsi di Agende 21 e Piani strategici, in molti casi facendo tesoro di critiche e contributi dal basso. Tra queste spicca Ferrara, che ha trasformato Agenda 21 e piano strategico in un sistema di gestione ambientale permanente e certificato. Per chiudere, una speciale menzione va all’Aquila, dove il comune ha risposto in modo accurato ai questionari di Ecosistema urbano, dimostrando che la trasparenza e la completezza della informazione si possono garantire anche in una situazione estremamente disagiata.

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