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Da rivedere le sanzioni per il Patto 2010

Il governo apre ad un alleggerimento delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità 2010. Ma ad una condizione: che si proceda contestualmente a modificare la legge di stabilità 2011 (n.220/2010) nella parte in cui (art.1 comma 122) «prevede la riduzione degli obiettivi programmatici 2011 per un valore complessivo pari allo sforamento registrato dagli enti». Lo ha detto, rispondendo in commissione bilancio della camera a un’interrogazione del deputato Pd, Simonetta Rubinato, il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti. L’esponente del governo ha riconosciuto che l’attuale quadro normativo possa creare più di un problema agli enti locali alle prese con i bilanci di previsione e si è detto possibilista («si ritiene che la modifica possa avere corso», queste le parole di Giorgetti) su una revisione del meccanismo contabile. Ma prima, per non determinare «ulteriori oneri finanziari», bisognerà intervenire sulla legge 220 che appunto prevede una riduzione degli obiettivi 2011 pari allo sforamento degli enti. In base al meccanismo disegnato dalla manovra correttiva 2010 (art.14, comma 3 del dl 78/2010) i comuni che non rispettano il patto andranno incontro a una riduzione dei trasferimenti pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico. Una modifica normativa che, secondo Simonetta Rubinato e gli altri deputati firmatari (Antonio Misiani e Giuseppe Berretta), per il fatto di essere intervenuta a fine maggio 2010, ovvero ad approvazione dei bilanci di previsione già avvenuta, riverbera i suoi effetti anche sull’esercizio in corso e «mette in difficoltà molti comuni» alle prese con i preventivi 2011. Di qui la richiesta che vengano applicate le sanzioni in vigore alla data di approvazione dei bilanci, o in subordine, che si provveda ad un alleggerimento delle sanzioni, modifando l’art.1, comma 122 della legge di stabilità. Giorgetti, anche se non lo ha detto chiaramente, sembrerebbe propendere per la seconda ipotesi. E gli enti locali, a questo punto, stanno alla finestra confidando che l’impegno verbale del sottosegretario possa tradursi in realtà. Nel frattempo l’apertura del governo soddisfa i diretti interessati. «Accogliamo con favore quanto dichiarato oggi, durante il question time», ha commentato Simonetta Rubinato, «perché conferma che il problema da noi evidenziato è fondato. Troppe volte però alle promesse del governo non sono seguiti i fatti a favore dei comuni virtuosi. Per cui gli staremo con il fiato sul collo». «Abbiamo ricordato al sottosegretario Giorgetti», ha proseguito, «che se non intervengono modifiche, questi comuni non solo non potranno approvare il bilancio 2011 ma saranno costretti a tagliare drammaticamente i servizi essenziali ai cittadini». La deputata ha ricordato alcuni casi concreti come quelli dei comuni veneti di Cavarzere e Motta di Livenza, di Bolano in provincia di La Spezia o di Mandello del Lario in provincia di Lecco.

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