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D.d.l. stabilità in accelerazione

Questa mattina il Governo presenterà in Commissione bilancio del Senato “uno o più emendamenti” al d.d.l. stabilità. Lo ha riferito il Sottosegretario all’economia, Antonio Gentile, a margine dei lavori. La seduta della Commissione bilancio di Palazzo Madama di ieri sera è stata sconvocata in attesa di capire come evolverà la situazione politica alla luce dell’esito del voto alla Camera sul Rendiconto generale dello Stato. E dopo l’esito dell’incontro di ieri tra il Presidente della Repubblica e il Premier Berlusconi, la legge di stabilità diventa adesso il passaggio cruciale prima della fine della legislatura. Il presidente della Commissione, Antonio Azzollini, ha spiegato che si è proceduto con il dibattito e i lavori riprenderanno oggi alle 9.30. Il Governo, ha sottolineato il senatore del Pdl Paolo Tancredi, “ha detto che il testo del maxiemendamento c’è ma adesso bisogna vedere gli sviluppi della situazione politica e domani mattina (oggi, ndr) ci rivedremo e verificheremo cosa c’è”. Il via libera del Senato al d.d.l. stabilità arriverà al massimo entro venerdì 18 novembre, ha riferito il relatore di maggioranza Massimo Garavaglia (Lega).
Intanto la bozza più aggiornata del maxiemendamento, da cui a questo punto potrebbero essere estrapolate e presentate a parte una o più tranche, continua a presentare disposizioni in materia di liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Prevedendo, ad esempio, che i soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possano comunque concorrere su tutto il territorio nazionale a gare indette nell’ultimo anno di affidamento dei servizi da essi gestiti, a condizione che sia stata indetta la procedura competitiva ad evidenza pubblica per il nuovo affidamento del servizio o, almeno, sia stata adottata la decisione di procedere al nuovo affidamento. Spicca poi la norma pro-utenza, secondo cui al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione dei servizi pubblici locali e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni, gli enti affidatari sono tenuti a rendere pubblici i dati concernenti il livello di qualità del servizio reso, il prezzo medio per utente e il livello degli investimenti effettuati, nonché ogni ulteriore informazione necessaria alle finalità viste sopra. Di grande impatto le disposizioni in materia di semplificazione, che impatteranno notevolmente sull’operatività delle amministrazioni. Qualche esempio. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati mentre nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle autocertificazioni. Ad abundantiam, sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati è apposta, a pena di nullità, la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi saranno tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti. Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, e anche la documentazione antimafia è acquisita d’ufficio dalle pubbliche amministrazioni procedenti. Le amministrazione certificanti dovranno individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti. E pubblicheranno sul sito istituzionale le misure organizzative adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli, nonché le modalità per la loro esecuzione. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta giorni costituirà violazione dei doveri d’ufficio e sarà in ogni caso presa in considerazione ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei responsabili dell’omissione. E nel d.d.l. stabilità troverà anche una soluzione la questione delle tasse in Abruzzo. “È ufficiale. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato l’ordinanza di proroga della scadenza per la restituzione delle tasse sospese alle popolazioni terremotate. Tale provvedimento andrà a coprire il lasso di tempo che va dalla scadenza attuale, fine novembre, all’entrata in vigore della legge di stabilità”, ha reso noto il presidente della Regione Abruzzo e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, assicurando che l’ordinanza ha efficacia immediata ed è risolutiva perché chiarisce tutti i dubbi e soddisfa, nel contempo, le aspettative che si erano create in questi giorni.

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