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Cure mediche all’estero, ticket a carico dell’assistito

I cittadini italiani che in un altro Paese europeo usufruiscono dei servizi sanitari avvalendosi della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) sono comunque tenuti al pagamento della quota a loro carico secondo le leggi vigenti nel Paese in cui si trovano. Una spesa che, ovviamente, è molto diversa a seconda del Paese europeo.
Ne ha dovuto prendere atto – suo malgrado – un cittadino italiano (che chiameremo convenzionalmente sig. Rossi) che lo scorso anno si trovava a Metz, in Francia, ed è stato vittima di una caduta accidentale che gli ha procurato la rottura di una vertebra. Trasportato nell’azienda ospedaliera locale, è stato sottoposto a radiografia e a cinque giorni di ricovero prima del trasferimento in Italia, dove ha proseguito le cure.
Qualche mese dopo, gli viene inviata dall’ospedale di Metz una fattura per un importo di € 1.564 di ticket ospedaliero per 5 giornate di “chirurgia”. Il sig. Rossi si rivolge prima alla sua ASL, poi al SOLVIT per sapere se la somma richiesta è dovuta e se è prevista una forma di rimborso.
Dalle indagini svolte dal Centro italiano SOLVIT è emerso che l’azienda ospedaliera francese ha emesso due fatture per il ricovero del sig. Rossi. La prima relativa alla parte obbligatoria a carico del regime sanitario francese (di oltre 6mila euro) per la quale le autorità transalpine hanno presentato richiesta di rimborso alle istituzioni italiane; la seconda, di importo pari a € 1564 che rappresenta la parte non a carico del regime obbligatorio ma del paziente.
Come confermato anche dal nostro Ministero della Sanità, interpellato dal Centro SOLVIT, si tratta della spesa a diretto carico dell’assistito, francese o di altra nazionalità europea. Non a caso, i cittadini francesi sono provvisti di idonee assicurazioni integrative che possono coprire tali spese effettivamente elevate, soprattutto se confrontate agli standard italiani. Il sig. Rossi ha dovuto quindi pagare di tasca propria la parte a suo carico.
Una raccomandazione è, a questo punto, d’obbligo. Prima di spostarsi in un Paese europeo è fondamentale munirsi della TEAM (senza la quale al sig. Rossi sarebbe stata addebitata l’intera spesa del suo ricovero, oltre 7mila euro pari alla somma delle due fatture emesse dall’ospedale di Metz) ma sarebbe consigliabile verificare il regime vigente nel Paese dove si è diretti (contattando l’URP del Ministero della Salute) per valutare l’opportunità di stipulare o meno un’assicurazione integrativa ed evitare spiacevoli sorprese come quelle in cui è incorso il sig. Rossi.

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