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Crisi rifiuti, l’allarme dei sindaci “La discarica inquina le falde acquifere”

Falde acquifere avvelenate dalla discarica di Terzigno. L’allarme è stato lanciato dopo l’esame di una «copiosa documentazione» nel corso di un incontro tra i sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno, Gennaro Langella, Agnese Borrelli, Gennaro Cirillo e Francesco Ranieri (vicesindaco di Terzigno), con i rappresentanti dei movimenti, i comitati antidiscarica e le “mamme vulcaniche”, per fare il punto sulla questione degli sversatoi nel Parco nazionale del Vesuvio. I dati scaturirebbero da analisi compiute dalla Provincia e dall’Asia. Nelle prossime ore sarà presentata una denuncia alla Procura di Nola sull’inquinamento della discarica Sari provocato dall’accumulo di rifiuti tossici e nocivi. Il rischio potrebbe esplodere se accanto alla Sari, come si teme, venisse allestita la seconda discarica nella cava Vitiello contro cui stanno facendo da mesi una battaglia cittadini e amministratori. Per tutelare la salute pubblica, il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, su parere dei propri legali, valuterà la possibilità di ordinare la chiusura della discarica Sari. Una richiesta urgente sarà inviata al presidente dell’amministrazione provinciale di Napoli «affinché intervenga per evitare altri pericoli, e al contempo rispetti gli impegni assunti al tavolo tecnico». La Provincia, con l’assessore all’Am-biente, Giuseppe Caliendo, smentisce l’allarme: «Non abbiamo mai fatto analisi, i dati non sono nostri». E invita «alla prudenza», ricordando «che l’attenzione è massima e l’attività di controllo continua». Intanto, per le parole di «vicinanza e solidarietà espresse alla comunità di Boscoreale che da tempo sta lottando per difendere il diritto alla salute, gravemente compromesso dalle discariche rifiuti nel Parco Vesuvio», oggi alle 20, in piazza Pace a Boscoreale, si terrà la cerimonia pubblica per il conferimento della cittadinanza onoraria a monsignor Beniamino Depalma, vescovo di Nola, e a Giandomenico Lepore, procuratore di Napoli. Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, ex ministro dell’A-mbiente si chiede: «Perché le province di Napoli e di Caserta sono di nuovo in emergenza? Fra le tante ragioni – dice Ronchi – quella decisiva è ignorata: la raccolta differenziata è ferma a numeri molto bassi, il 15 per cento in Provincia di Napoli, il 9,6 per cento a Napoli città e l’11,5 per cento in provincia di Caserta. Guarda caso, invece – sottolinea Ronchi – le province campane di Avellino, con una raccolta differenziata al 37 per cento e di Salerno, con una raccolta differenziata al 33,3 per cento, non sono affatto in emergenza».

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