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Crescita demografica a due velocità

Comuni italiani sempre più popolati. Ma il loro numero resta al palo. Negli ultimi 150 anni il numero di cittadini residenti nella Penisola ha fatto segnare una vera e propria impennata, in linea con quanto registrato nel resto d’Europa. A tal punto che si è passati dai 21.776.670 di abitanti del 1861 ai 60.340.328 di persone residenti oggi in Italia. Dall’Unità a oggi, dunque, la popolazione è quasi triplicata andando a gonfiare le fila dei residenti dei maggiori comuni italiani. In base alla fotografia scattata della Fondazione Cittalia-Anci Ricerche il numero dei comuni ha fatto segnare una crescita soltanto marginale nell’ultimo secolo e mezzo passando da 7.720 del 1861 agli 8.094 di oggi. Ma dove sono confluiti, allora, quei 40 milioni di abitanti in più che abitano oggi in Italia? Alcune città, è innegabile, hanno registrato un’accelerazione davvero impressionante in quanto a numero di cittadini residenti. Basti guardare a Milano, passata da poco più di 196 mila abitanti del 1861 agli 1,3 milioni abbondanti di oggi. Ma anche Torino che in 150 anni ha più che quadruplicato il numero di abitanti arrivando a sfiorare il milione di residenti rispetto ai 204 mila del post Unità. Senza dimenticare Palermo, passata da 194 mila a 656 mila abitanti, o Genova, salita a 609 mila rispetto ai 127 mila di un secolo e mezzo fa. A lato di questa schiera di megalopoli, tuttavia, l’Italia continua a essere il Paese dei piccoli centri urbani costituiti, in alcuni casi, da poche decine di abitazioni. È il caso di Pedesina, in provincia di Sondrio. Il paese si è ritagliato una fetta di notorietà proprio per l’esiguo numero di residenti. In base alle rilevazioni di fine 2009, infatti, il piccolo borgo della Valtellina poteva contare su appena 33 cittadini, 5 in meno rispetto al secondo comune più piccolo d’Italia, Monterone in provincia di Lecco, o Moncenisio, a due passi da Torino, dove oggi vivono ancora soltanto 42 persone. Secondo i dati raccolti dalla Fondazione Cittalia – Anci ricerche, oggi in Italia esistono ancora ben 5.692 comuni con meno di 5.000 abitanti (pari addirittura al 70% del totale nazionale) dove risiedono poco più di 10 milioni di persone, il 17% della totale dei residenti italiani. Ma com’è distribuita la popolazione italiana all’interno del territorio. La dimensione tutto sommato contenuta della popolazione italiana ha consentito di mantenere un certo equilibrio a livello di densità abitativa. Con alcune eccezioni. Nella provincia di Napoli, per esempio, sono concentrati sei tra i sette comuni a più alta concentrazione della popolazione. Il primo della lista è sicuramente Portici, alle pendici del Vesuvio lungo la costa del Golfo di Napoli. Qui, il numero di abitanti per chilometro quadrato ha raggiunto negli ultimi anni quota 12.048 surclassando addirittura centri ben più famosi come Napoli (8.211), Milano (7.181) oppure Torino (6.987). Ma non si tratta certamente di un caso isolato. A poca distanza da Portici, sia sulla cartina che nella lista dei comuni a maggiore densità abitativa d’Italia, troviamo anche San Giorgio a Cremano (11.647), Casavatore (11.463) e Melito di Napoli (10.220), mentre il primo dei comuni del Nord si trova in Lombardia, poco distante dalla capitale meneghina: si tratta di Bresso dove vivono oggi 7.776 persone su una superficie di un chilometro quadrato. Sono campani anche i primi dieci comuni per dimensione media delle famiglie: Pimonte (3,4 componenti), Volla e Sant’Antimo (3,5), Crispano, Melito di Napoli e San Giuseppe Vesuviano (3,6), Villa di Briano e Castello di Cisterna (3,7), Marigliano e San Vitaliano (3,9). Castelmagno, in provincia di Cuneo, è risultato essere, invece, il comune con il maggior numero di cittadini sposati: 69% della popolazione nel 2009, scesi al 67% nel 2010. Mentre Belgirate (Verbano-Cusio-Ossola) negli ultimi due anni ha conquistato la maglia nera di comune con la percentuale più elevata di divorziati (12% nel 2010 e 10% nel 2009). Allargando l’orizzonte all’età della popolazione, la fotografia scattata alla Penisola ha incoronato Zerba, in provincia di Piacenza, come il comune con la percentuale maggiore di anziani.

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