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Cota: borse di studio solo ai piemontesi

Borse di studio solo per i piemontesi. Ecco che finalmente si delinea la politica della Regione in materia di diritto allo studio. Dopo settimane di proteste e altrettanti rimpalli da parte degli assessori regionali, che in pubblico si smarcavano dalla polemica dicendo di non avere le deleghe in materia, il fatidico annuncio è arrivato ieri sul web, con un video pubblicato su Youtube, il mezzo che con sempre più favore viene adottato dal governatore per comunicare. Ma parlare a braccio di fronte a una telecamera ha anche i suoi svantaggi. Ecco quel che ne esce: «Penso che sia necessario fare un’attenta valutazione per quelli che sono i criteri per l’elargizione delle borse di studio – dice Roberto Cota, immortalato alla scrivania del suo studio – In Piemonte come in altre Regioni deve essere fatta una valutazione per cui la Regione Piemonte finanzia le borse di studio dei piemontesi perché ritengo sbagliato che ogni Regione non si faccia carico delle borse di studio dei propri cittadini. Ecco, questo è il ragionamento che va fatto se uno studente viene a studiare nella Regione Piemonte: perché non deve essere la Regione di provenienza che viene a finanziare il percorso scolastico in un’altra Regione?». Cronaca di un proclama ampiamente annunciato. E neppure troppo originale, visto che già Riccardo Molinari di Alessandria, ora nell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, in tempo di campagna elettorale andava in giro per il Piemonte a dire che le borse di studio dovevano essere riservate agli studenti piemontesi. Il video viene pubblicato poco dopo le 18, e quel che accade dopo ha dell’incredibile. Cresce il numero di visitatori e cominciano a comparire i primi commenti. Civili e pacati, ma evidentemente discordanti. Per esempio Ghbert scrive: «Il motivo stesso per cui studenti abbandonano gli atenei della propria Regione è proprio perché mancano fondi e finanziamenti tali da avere una certa sicurezza a lungo termine per quanto riguarda i servizi (alloggi, mense, borse di studio). Un ateneo in difficoltà non può permettersi di pagare una borsa di studio ad uno studente che parte probabilmente per sempre. Dovremmo essere grati di avere una tale affluenza di studenti extraregionali che hanno voglia di lavorare, e non segargli le gambe». Ma incredibilmente dopo qualche minuto il commento viene rimosso. Stessa sorte tocca a Saltomtube che scrive: «Perché il diritto allo studio è universale e perché chi viene a studiare in Piemonte è una ricchezza e una risorsa per tutti». Ugualmente rimosso. Allora Yellsheep posta: «Ah mi pareva che ci fosse troppa libertà di parola: tutti i commenti rimossi… e io che ancora mi illudo».

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