Questo articolo è stato letto 0 volte

Costi della burocrazia senza freni

«La pubblica amministrazione è efficiente e veloce a chiedere, ma diventa molto lenta quando deve dare. È una sorta di doppio binario, con velocità diverse a seconda della direzione». Bruno Scuotto, a.d. della Scuotto Impianti di Napoli e presidente della Piccola Industria della Campania, riassume così il rapporto ancora difficile tra imprese e uffici pubblici. La sua è un’opinione condivisa e i numeri gli danno ragione. Secondo il rapporto 2010 di Promo Pa Fondazione dedicato alla realtà dei “piccoli” fino a 50 dipendenti, il livello di gradimento sull’operato della pubblica amministrazione ha raggiunto quest’anno il livello più basso dal 2006. In una scala da 0 a 10 l’indice si situa a 4 punti contro il massimo di 4,7 punti di tre anni fa. Al tempo stesso la Pa rappresenta una fonte di costo ? ancora considerevole e in aumento ? stimato in oltre 23mila euro in media per azienda. Secondo le elaborazioni contenute nella ricerca promossa dalla Camera di commercio di Milano, che verrà presentata oggi in occasione dell’assemblea annuale di Unioncamere a Pavia, ogni impresa si trova ad accantonare, in media, quasi 14mila euro per gli adempimenti necessari, impiegando risorse interne e consulenti esterni. Un onere che è cresciuto del 3% rispetto al 2009, quando però il confronto con il 2008 restituì un più elevato +15,7 per cento. La voce di costo sale di oltre 9mila euro in media per azienda se si aggiungono i crediti vantati e non ancora ottenuti a causa del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione. La situazione non è la stessa su tutto il territorio, come dimostra la mappa della competitività contenuta nel rapporto. L’indice di qualità, un mix tra efficienza ed efficacia dei servizi, dinamismo della Pa e leggerezza del carico amministrativo percepito dall’azienda, premia il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, con tutto il sud in coda. Da Trento a Catania, però, la richiesta dei “piccoli” è sempre la stessa, da cinque anni a questa parte: rendere l’iter più semplice. «L’indagine ? sottolinea il presidente di Promo Pa, Gaetano Scognamiglio ? conferma l’assoluta necessità di avviare una nuova stagione della semplificazione. Occorre però fare la leggi di sistema pensando non solo alle medie e grandi imprese, ma con un occhio di riguardo alle esigenze delle piccole». A volte, però, gli interventi politici non bastano. «Il governo ha già fatto alcuni sforzi in direzione di una maggiore semplificazione ? sottolinea Riccardo Cravero, ex direttore generale e ora procuratore della Candioli Farmaceutici di Beinasco (Torino) ? ma spesso i funzionari allo sportello hanno difficoltà a recepire le novità. Fino all’anno scorso ci è capitato che ci chiedessero ancora la marca da bollo». «La pubblica amministrazione ? conclude Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano ? non deve essere un ostacolo e un costo per le imprese, ma soprattutto deve attestarsi sempre più come elemento di competitività per il territorio». La Camera di commercio di Milano si muoverà in questa direzione su due fronti: uno sportello polifunzionale per accedere ai servizi camerali e un’applicazione web 2.0 (Wiki comunicazione unica) che semplifica l’accesso alle informazioni e alle procedure, con contenuti aggiornati anche con il contributo degli utenti.

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>