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Così uno studio d’architetti crea i “luoghi di sosta pedonale”

«La città rischia di dimenticare l’antica arte della convivenza e della socializzazione, la strada, la piazza e in generale gli spazi pubblici, che hanno storicamente il ruolo fondamentale dell’incontro, oggi sono ormai tristemente occupati quasi esclusivamente dalle auto». Ecco perché il gruppo di architetti 100300 ha progettato i «Luoghi di Sosta Pedonale», per creare «una rete di micro piazze di vicinato per Bologna». Britta Alvermann, Federica Benatti, Stefano Reyes e Camilla Sanguinetti, con il supporto progettuale di Lorenzo Sammartino, hanno studiato la possibilità di sostituire temporaneamente alle auto un piccolo spazio di aggregazione che occupa la stessa area del parcheggio di una macchina ma offre agli abitanti della strada panche, tavoli e illuminazione. «Il progetto è nato nel 2009 – spiegano – da uno studio urbanistico di Stefano Reyes relativo alla zona universitaria. Oggi i nostri luoghi di sosta pedonale sono moduli di cinque metri per due attrezzati per il riposo e lo svago, utilizzabili singolarmente o avvicinati, per coprire le dimensioni desiderate». Un primo prototipo lo vedremo dal 6 al 13 settembre in via Cantotrecento, «una strada prevalentemente residenziale – spiegano – con pochissime attività commerciali e ricettive, frequentata soprattutto da studenti e abitanti. Il primo luogo di sosta pedonale sarà autocostruito per dare una dimostrazione tangibile che un parcheggio si può trasformare in una piazza per tutti». Ma le possibili applicazioni per le micro-piazze sono numerosissime e una delle proposte del gruppo 100300 è quella di utilizzarle durante il cantiere che partirà in autunno per la ripavimentazione di Piazza Verdi. «Abbiamo recentemente preso parte ad alcune delle riunioni di urbanistica partecipata indette dall’Urban Center del Comune sul tema della riqualificazione di Piazza Verdi. Nel periodo in cui ci saranno i lavori la piazza sarà inagibile, per questo abbiamo proposto le nostre piccole aree di sosta come luoghi di incontro alternativi e temporanei». Ma ripercorriamo i passi della nascita di questa idea. «Durante la prima fase della ricerca abbiamo cercato di entrare in contatto con gli abitanti della via Centotrecento dove collocheremo il prototipo organizzando incontri periodici, distribuendo locandine e con l’apertura di un blog. Successivamente abbiamo organizzato un concorso di idee dal nome “Che cosa sogni per la strada?” in cui abbiamo chiesto agli abitanti di esprimere le loro esigenze. Da qui è poi nata l’idea dei luoghi di sosta, dove la superficie di un parcheggio diventa la base per allestire una micro-piazza attrezzata per fermarsi, prendere il sole, mangiare, chiacchierare, fare mercatini, cinema all’aperto, suonare, bere alla fontanella, studiare, fare colazione, concerti, spettacoli teatrali, caricare il telefono, il pc o anche la macchina elettrica».

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