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Correzioni in arrivo da sei governatori

Sei regioni sono pronte a correggere le leggi sul piano casa, nel tentativo di rilanciare i cantieri. Il modello sono le due normative che finora si sono rivelate più efficaci (o meno fallimentari): quelle del Veneto e della Sardegna. I punti forti delle leggi sono almeno quattro: la possibilità di ampliare edifici di qualsiasi dimensione, e non solo le villette; la possibilità di intervenire anche su edifici non residenziali; la possibilità di ingrandire anche immobili in corso di costruzione (ammessa solo in Veneto); la possibilità di effettuare, almeno entro certi limiti, il cambio di destinazione d’uso (in Veneto prevista solo per corpi edilizi contigui). La stesura delle correzioni, in molti casi, è iniziata prima della pausa estiva. Nei prossimi giorni terminerà il suo iter in giunta la bozza di legge preparata dall’assessorato all’urbanistica della regione Lazio a luglio per modificare la legge 21/2009. L’obiettivo è eliminare alcuni paletti: quelli relativi alle zone agricole, dove adesso possono costruire solo i coltivatori diretti; l’obbligo di adeguamento sismico di tutto l’edificio ampliato;il divieto di intervenire nei centri storici. Le poche domande arrivate nei comuni campani hanno spinto la regione a ripensare i termini: «Non metteremo limiti temporali per la presentazione delle domande ? spiega l’assessore Marcello Tagliatatela ?. Il testo è in commissione: entro mercoledì devono essere proposti gli emendamenti ed entro un mese andrà al voto». Sull’onda della delusione, anche nelle Marche è stata avanzata un’altra proposta di legge ora all’esame in commissione: tra le novità c’è la possibilità di cumulare gli incrementi volumetrici consentiti dalle diverse leggi. Semplificazione è la parola d’ordine della giunta Cota in Piemonte. Il testo di modifica della legge 20/2009 sarà discusso entro fine mese: secondo l’assessore Ugo Cavallera, infatti, il piano casa finora è stato troppo restrittivo e bisogna facilitare l’attività di demolizione e ricostruzione, oggi subordinata all’individuazione degli edifici da parte del consiglio comunale. Anche in Liguria i tecnici dell’assessore Marylin Fusco stanno lavorando a una bozza di modifica, che sarà presentata entro la settimana, così come in Molise. Con tante modifiche in arrivo, però, ci sono anche tre regioni in cui il termine per le domande sta per chiudersi: Toscana, Umbria ed Emilia Romagna hanno fissato la scadenza a fine anno.

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