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Conti pubblici: Tremonti, obiettivi Ue ok. Via province? Risparmi per 200 mln

ROMA  – “Gli obiettivi sul 2010 saranno assolutamente centrati”. Lo ha detto il Ministro dell’economia Giulio Tremonti nel corso di un’audizione che si è tenuta ieri in Parlamento riferendosi agli obiettivi di finanza pubblica.
“Se mai ci fosse un cambiamento della regola sarebbe dal 2016″: lo ha detto il Ministro dell’economia riferendosi alle nuove regole europee in particolare sul debito pubblico.
Si potrebbero creare “scenari avversi in altre parti d’Europa ma non in Italia” – ha precisato il Ministro – “Non ci può essere crescita senza stabilità dei conti. Non esiste scelta tra rigore e crescita. Il deficit – ha aggiunto – crea diseguaglianza e povertà per le generazioni presenti e future”.

NUOVO PATTO UE SARÀ CONFORTEVOLE PER ITALIA  – Il nuovo patto europeo, che entrerà in vigore dal 2016, sarà “straordinariamente confortevole per l’Italia”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, in audizione sulla Dfp alla Camera. “La nostra posizione non è di difesa dell’Italia. – ha aggiunto – Se vuoi valutare la sostenibilità di un sistema devi guardare tutto e non solo una parte, quella delle finanze pubbliche”.
Il ministro parla di comfort anche per quanto riguarda le proiezioni sulla spesa per pensioni in Italia: “posso confermare – spiega – che le proiezioni sull’Italia sono assolutamente confortevoli, migliori di molti altri Paesi europei”.

TREMONTI, VIA PROVINCE? RISPARMI 200 MLN, È SIMBOLICO
“Mi pare proprio che ci sia la parola province nella Costituzione… Non voglio difendere le province. Mi limito solo a dire che andrebbe modificata la Costituzione”. Ha detto il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in audizione alla Camera sulla Dfp. “Se elimini le province – dice Tremonti – non elimini le strade, le scuole e ottieni un risparmio di 100-200 milioni”. Questo anche se il ministro concorda sul valore “simbolico” di un intervento di questo genere. E comunque i risparmi attesi da abolizione delle province, o taglio alle auto blu non consentirebbero di procedere ad una riforma fiscale che “postula cifre molto superiori”.

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