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Congedo parentale: PE lo prolunga a 20 settimane

Importante voto del Parlamento europeo che ha approvato una direttiva che prolunga a 20 settimane il congedo parentale obbligatorio per le madri e istituisce un congedo di due settimane per i padri, tutti retribuiti al 100% dello stipendio. Il parlamento di Strasburgo  ha superato anche le stesse indicazioni della Commissione Europea che aveva suggerito di aumentare il congedo parentale per le madri a 18 settimane. Ovviamente questo nuovo regime, come accade sempre per le norme comunitarie, stabilisce un regime di tutela minimo che dovrà valere in tutti i 27 paesi dell’Unione. I singoli stati potranno avere delle norme ancora più favorevoli per le lavoratrici e i lavoratori.
In Italia c’è già il congedo parentale a 20 settimane che però è pagato all’80% dello stipendio, integrato al 100% solo in alcuni casi, mentre per i padri, il congedo, quando c’è è pagato solo al 30% ed è anche per questo, pocho utilizzato. È per questo che la principale novità riguarda proprio il congedo per i padri: gli Stati membri devono garantire loro il diritto a un congedo di paternità remunerato di almeno due settimane, durante il periodo di congedo di maternità. I deputati che si sono opposti a questa regola sostengono che il congedo di paternità non rientra nell’ambito della legislazione in discussione, che riguarda “la salute e sicurezza delle donne in gravidanza”, ed infatti, su questo punto il voto è stato più incerto visto che alla fine l’emendamento è stato approvato per soli 7 voti.
La commissione per i diritti della donna ha anche adottato emendamenti volti a proibire il licenziamento delle donne dall’inizio della gravidanza fino a almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità. Il testo adottato afferma anche che le donne devono poter tornare al loro impiego precedente o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità di prima del congedo. La votazione ha suscitato molte polemiche a Strasburgo con fronte di paesi, in testa Germania e Inghilterra, che hanno sollevato la questione del maggior carico sulla finanza pubblica. Secondo fonti del governo francese, il provvedimento costerebbe almeno 1 miliardo e 300 milioni di Euro. Anche il governo inglese ha espresso perplessità. Businesseurope, associazione di imprese a livello europeo: «concorda con l’obiettivo di migliorare la salute e la sicurezza delle donne sul posto di lavoro.

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