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Con ‘Presto’ e ‘Eurovelo’, Europa punta su bicicletta

Dal progetto Eurovelo, della Federazione europea dei ciclisti, che abbina la bici al turismo, fino a “Presto”, che promuove invece le due ruote in cinque città europee fra cui Venezia, il vecchio continente sta rilanciando sempre di più la bicicletta, il mezzo di trasporto più ecologico del Pianeta, a vantaggio della salute e dell’ ambiente.
Con “Presto”, le città scese in campo sono impegnate a promuovere la mobilità sulle due ruote negli spostamenti di tutti i giorni, pianificare infrastrutture migliori, ma anche far conoscere le bici a pedalata assistita, adatte ad un target di persone più ampio e a zone collinose, caratterizzate da salite e discese. Tre le categorie delle città partecipanti: dalle campionesse, passando per le “scalatrici”, fino alle principianti. Zagabria (Croazia) e Tczew (Polonia) hanno la quota di spostamenti in bici più bassa, rispettivamente dell’1% e del 2%, e stanno lavorando per sviluppare la rete di piste ciclabili e campagne informative alla popolazione.
Poi ci sono le città “scalatrici”, cioé Grenoble (Francia) e Venezia Mestre, dove ad usare la bici per gli spostamenti sono nel primo caso l’8% degli abitanti e nel secondo circa il 20%. Qui l’idea é quella di aumentare queste percentuali e favorire nuovi percorsi ciclabili, feste dedicate alla bici, creando una precisa strategia promozionale, ma anche analizzare i luoghi in città più a rischio incidente e proporre soluzioni.
Prima della classe del progetto è Brema (Germania), dove un quarto degli abitanti usa le due ruote per viaggiare in città, e che oggi punta sull’innovazione dei mezzi, come quelli a pedalata assistita, ma cerca anche di favorire la nascita di parcheggi per i ciclisti in occasione dei grandi eventi. Il filo rosso di Eurovelo invece è quello di rilanciare l’ accoppiata fra bici e turismo, puntando allo sviluppo di una rete di 66mila km di itinerari ciclabili, di cui 45mila già disponibili.
Lo scopo è quello di assicurare una elevata qualità dei percorsi ciclabili in tutti i paesi europei, con uno scambio di “buone pratiche”, facendo conoscere i possibili itinerari ai governi e ai cittadini. Tutto per incoraggiare in tutta Europa i viaggi sulle due ruote, soprattutto dove non hanno ancora preso piede. E’ il caso dell’itinerario mediterraneo, che sui 12 promossi dalla rete di Eurovelo, risulta più difficile rispetto a quelli del Nord Europa, per la carenza di infrastrutture dedicate alle bici e di strade secondarie, più adatte rispetto alle grandi strade trafficate.

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