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Con la telematica in vista risparmi per 590 milioni

ROMA – Il conto alla rovescia per il passaggio definitivo alla nuova procedura di trasmissione on line dei certificati medici è scattato. Passati tre mesi dalla pubblicazione della circolare n. 4 dei ministri del Lavoro e della Pa (si veda altro articolo) anche i datori di lavoro privati non potranno più chiedere ai propri dipendenti la copia cartacea dell’attestazione di malattia. Potranno, invece, vedere il certificato digitale tramite i servizi Inps e, se vorranno, chiedere online una visita fiscale che l’Istituto dovrebbe essere in grado di garantire avvalendosi della collaborazione della rete dei medici di base. Per presentare i contenuti dell’ultima circolare attuativa, indicata come tappa finale di un processo partito oltre un anno fa per i dipendenti del settore pubblico, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi hanno convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme con il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli. Nell’ultimo mese e mezzo – è stato ricordato – sono stati trasmessi all’Inps oltre 3,5 milioni di certificati medici, con una media settimanale di circa 450mila pezzi. Mentre dall’avvio di questo piano di dematerializzazione del sistema (aprile 2010), il flusso totale dei certificati di malattia online ha superato quota 7 milioni, per un totale annuo stimato di 25 milioni. Insomma, il nuovo sistema è considerato «al 95% a regime» ha detto Brunetta, visto che attualmente la percentuale di cartaceo residua sul totale dei certificati medici non supera il 2 per cento. Secondo stime del ministero con la completa digitalizzazione dei certificati di malattia, si stima un risparmio diretto di 590 milioni euro derivante, per l’Inps, dall’eliminazione del processo di data entry dei certificati di malattia cartacei; per le imprese, da un monitoraggio più efficace dell’assenteismo; per i lavoratori dipendenti, dall’abolizione dell’invio con raccomandata A/R del certificato di malattia all’Inps e al datore di lavoro. Con la completa digitalizzazione dei certificati medici si gettano le basi per la dematerializzazione anche delle ricette: «Un passaggio per cui tutto e pronto e che aspetta solo l’ultimo via libera del ministero dell’Economia» ha detto Brunetta. In questo caso i risparmi previsti, a regime, sfiorano i 2 miliardi l’anno.

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