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Con i sindaci collaborazione a senso unico

Gabriella Alemanno, da sempre nella pubblica amministrazione, si è fatta le ossa ai Monopoli ed è alla guida dell’agenzia dal 2008. Come vi state preparando alla stretta sulle case fantasma? L’operazione sta per partire, siamo già attrezzati per la determinazione della rendita presunta. Stiamo per stipulare un protocollo d’intesa con i geometri in base alle esigenze condivise: i geometri sono per noi un punto di riferimento importante, sempre e comunque, così come i notai. Ma intanto anche per alcune case già censite manca ancora la planimetria interna. Si tratta del 4-5% di 60 milioni di unità immobiliari. Si puntava sul comma 340 della legge 311/2004, che prevedeva una revisione generale della tassa rifiuti attraverso la richiesta delle planimetrie mancanti. Ma i Comuni non ce le hanno mandate. E non mi dicano che non lo sanno: nessun Comune mette dati sul sistema d’interscambio. La nostra tecnologia è fatta per sopportare flussi di dati enormi, e loro in effetti li chiedono, ma non c’è alcun ritorno. Vedremo adesso con l’imposta municipale propria. E la cartografia? Abbiamo 341mila carte digitalizzate, proprio per dar corso all’indagine sui fabbricati fantasma, perciò oggi non c’è un francobollo scoperto sulla cartografia catastale. Del resto l’aerofotogrammetria era usata già dagli anni 30, noi siamo stati i primi al mondo. Il vantaggio è l’aggiornamento automatico da parte dei professionisti, con Pregeo 10. In effetti l’organico del-l’Agenzia non consentirebbe certo un rilievo diretto da parte dei dipendenti… Abbiamo forti carenze sul personale più tecnico: ci vogliono le conoscenza amministrativo – tributaria, e all’Osservatorio sul mercato immobiliare servono statistici ed economisti. Le vostre stime sul mercato immobiliare sono giudicate un po’ basse dagli operatori. Noi lavoriamo sui prezzi reali, non so se siano più giusti i nostri o i loro, comunque i nostri report fanno richiamo, anche l’Abi li utilizza. Ci vorrebbe la legge come in Francia, che impone di mettere le fonti nei “borsini”. Ci accrediteremo sicuramente anche per i consumatori, a giugno lo vedremo. Questo nell’ambito della finalità sociale dell’Agenzia, cui credo molto e che cerco di implementare, sia verso i cittadini che verso la Pa. Noi non reperiamo solo gettito, lo facciamo per equità e per governare il territorio. Appunto, per recuperare gettito non ci sono solo le case fantasma. È dal 2005 che utilizziamo gli strumenti della legge 311/2004, con i commi 335 e 336. E da allora le rendite catastali si sono incrementate di 1,12 miliardi. La scelta di avviare revisioni massive su intere microzone è produttiva perché consente di ottimizzare le risorse, come a Milano. E anche il contenzioso è andato bene, con 1.200 ricorsi, che stanno andando abbastanza bene per l’Agenzia, su 16mila avvisi di accertamento per 40mila unità. A Roma è appena partita la revisione su 17 microzone e 220mila unità, decisamente più articolata, dal centro storico allargato alle microzone delle ville dell’Appia. Certo per ora sono pochi i Comuni ad avere fatto questa scelta: noi l’abbiamo proposta anche all’Anci, ma capisco che può essere una scelta politicamente complessa per i sindaci. Anche se è uno strumento importante di equità fiscale. E la riforma del catasto? Lasciamo fare all’autorità politica.

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