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«Con i fondi Ue ok a 230 progetti»

Legalità per lo sviluppo. Per non lasciare che resti solo uno slogan l’Italia ha a disposizione, nell’ambito della programmazione 2007-2013, 1 miliardo e 150 milioni di fondi europei a valere sul Programma operativo nazionale Sicurezza. Solo un piccolo spicchio della grande torta dei fondi europei, ma con il quale si punta a sostenere centinaia di piccoli e medi interventi nelle regioni Convergenza, quelle a più alto tasso di criminalità organizzata: Calabria, Campania, Sicilia, Puglia. Il Pon Sicurezza è realizzato dal ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica sicurezza. L’Autorità di gestione è il vice capo della Polizia con funzioni vicarie, ruolo che dal febbraio 2008 è ricoperto da Nicola Izzo. I numeri messi in fila dall’attuazione del programma gestito dal ministero dell’Interno smentiscono in buona parte, almeno in questo caso, le teorie sull’incapacità di mettere a frutto i fondi europei. Fino ad oggi sono stati approvati 233 progetti, per un totale di fondi assegnati pari a 890,5 milioni. Settantanove i progetti per la promozione di iniziative sovraregionali, 154 quelli indirizzati alle singole amministrazioni regionali e locali. «Proprio la gestione dei fondi europei in contesti locali, spesso rappresentati da piccoli Comuni che non dispongono di competenze adeguate, può rappresentare l’aspetto più complicato – sottolinea Izzo -. Ma nel complesso il Programma sta procedendo spedito. Siamo già oltre il 77% dei progetti finanziati ed entro l’anno raggiungeremo il 40% dei pagamenti». Gli obiettivi di spesa fissati dalle regole comunitarie – è la rassicurazione – saranno rispettati. Il Pon Sicurezza si compone di tre assi: sicurezza per la libertà economica e d’impresa, diffusione della legalità, assistenza tecnica. Gli obiettivi – spiega il vicecapo vicario della Polizia – variano dal potenziamento delle infrastrutture telematiche a garanzia della sicurezza, alla formazione degli operatori, al contrasto al racket – imminente la firma della convenzione per il progetto in partnership con Confindustria – e al miglioramento della gestione dei beni confiscati (52 i progetti approvati in quest’ultimo campo). Sono invece 43 i progetti per la realizzazione di centri polifunzionali per immigrati regolari, 34 quelli finalizzati al recupero alla legalità di immobili di proprietà comunale per realizzare centri di aggregazione giovanile. «Anche piccoli interventi possono mobilitare – aggiunge Izzo – l’attenzione e gli sforzi delle amministrazioni locali. È il caso ad esempio del progetto “Io Gioco Legale” che prevede la realizzazione di 100 campetti sportivi». Settantacinque, ad oggi, quelli già approvati per un totale di 33,9 milioni di euro. In un altro caso, nella Locride, il Pon Sicurezza ha mobilitato anche la Curia per realizzare centri di aggregazione giovanile

Fonte: Il Sole 24 Ore

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