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Comune, Cammarata moltiplica le poltrone nella nuova giunta ci saranno sedici assessori

Dopo due mesi di attesa, e una sequela di annunci e di rinvii, il sindaco Diego Cammarata oggi ha in agenda la presentazione ufficiale della sua nuova giunta, con in tutto 16 componenti. Un rimpasto che prevede sette nuovi ingressi e i nove assessori uscenti tutti riconfermati (gli ultimi a dimettersi sono stati Mario Parlavecchio e Sebastiano Bavetta). Quest´ultimo restyling di giunta propone parecchi ritorni e qualche new entry. Il vice sindaco resta Francesco Scoma, che mantiene la sua delega al Traffico. Mario Milone ha l´Urbanistica e riceve anche la nuova delega del passante ferroviario, l´infrastruttura clou, in fase avanzata di realizzazione a Palermo. Sergio Rappa conserva i Lavori pubblici. Francesca Grisafi la Pubblica Istruzione. Roberto Clemente la Protezione civile. Maurizio Carta la delega al Centro storico. Raoul Russo lascia le Attività sociali e ottiene il Decentramento. Felice Bruscia prende le Attività produttive. Giampiero Cannella le Attività culturali. Il fedelissimo del sindaco, Giuseppe Milazzo, si dimette da consigliere comunale per assumere, nel suo esordio da assessore, la delega a Ville Giardini. E rientra in giunta Pippo Enea, con delega a Cimiteri, Igiene e sanità. Giovanni Di Trapani, anche il suo è un ritorno, gestirà il Patrimonio. Stefano Santoro si occuperà di Affari legali e aziende, Alessandro Anello va alla guida dello Sport e Giuseppe Scalzo (vicino a Schifani) prende le Attività sociali. In giunta spazio anche per Eugenio Randi, un tempo vicino a Miccichè e proprio per questo defenestrato. E che ora riappare quasi a voler testimoniare il fatto che il gelo tra Miccichè e Cammarata resta. Randi, comunque, ottiene una delega che scotta: prenderà il posto di Sebastiano Bavetta al Bilancio. Potrebbe all´ultimo minuto scattare un ritocco, con uno scambio delle deleghe previste per Anello e Scalzo. È rimasta fuori, invece, la vizziniana Carola Vincenti: anche questa volta il suo traghettamento dalla giunta di Palazzo Comitini a quella di Palazzo delle Aquile è stato annullato. La Vincenti ha optato per la ben più stabile poltrona della giunta Avanti. «Alla Provincia si vota nel 2013. Mentre a Palazzo delle Aquile, questa giunta, se si va alle urne in primavera, potrebbe durerebbe ancora pochi mesi», spiega un componente del Pdl dietro le quinte. Per le opposizioni, che da tempo chiedono le dimissioni del sindaco, con la nuova giunta resteranno irrisolti i tanti nodi, a partire da quello critico del bilancio. «Siamo ormai alle svendite di fine stagione – attacca il capogruppo del Pd Rosario Filoramo – Potevano risparmiare qualche decina di migliaia di euro. Tornare a sedici assessori a che serve? Non potranno aggiungere molto a quel poco che è stato fatto, perché siamo senza equilibrio di bilancio. Equilibrio che non si può votare perché ci troviamo in una situazione atipica: la relazione dei revisori che la accompagna è negativa. Sicuramente c´è un problema di carattere economico e finanziario». Domani sera, la manovra economica approda a Sala delle Lapidi. Il primo test per la maggioranza di Cammarata, che – almeno sulla carta – conta su neanche venti voti su cinquanta consiglieri.

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