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Commissione Ue: Barroso al CdR sul ruolo degli enti locali

È necessario che gli enti locali e regionali svolgano un ruolo maggiormente proattivo per il raggiungimento dei traguardi indicati dall’Unione europea. Lo ha affermato il Presidente della Commissione di Bruxelles, José Manuel Barroso, lo scorso 1° dicembre rivolgendosi ai membri del Comitato delle regioni e dei poteri locali (CdR).
“Se vogliamo conquistare i cuori e le menti dei cittadini – queste le sue parole – abbiamo bisogno della vostra leadership di rappresentanti regionali e locali, del vostro contributo alla promozione dell’Europa. Il vostro ruolo di collegamento è essenziale per l’Unione”.
Il Presidente Barroso ha inoltre annunciato che esorterà gli Stati membri a coinvolgere gli enti regionali e locali attraverso “patti territoriali”. La Presidente del CdR, Mercedes Bresso, da parte sua, si è detta compiaciuta per questo annuncio, aggiungendo che gli obiettivi della strategia Europa 2020 possono essere conseguiti soltanto se tutti i livelli di governo lavoreranno insieme fin dalle primissime fasi.
Successivamente, il Presidente Barroso ha illustrato le priorità della Commissione per il 2011 a Sindaci, consiglieri e rappresentanti regionali dell’Unione, sottolineando che “il mio obiettivo è sempre stato quello di attuare la strategia Europa 2020 insieme a un ampio ventaglio di partner, compresi il Comitato delle regioni e gli enti regionali e locali”.
Commentando le recenti proposte del CdR di coinvolgere regioni e città nell’attuazione della strategia, egli ha tenuto a rimarcare che “la Commissione è assolutamente favorevole alla vostra idea dei patti territoriali. Compirò ogni sforzo per convincere gli Stati membri ad accettare il coinvolgimento di tutte le parti attraverso patti di questo tipo”.
Gli ha fatto eco Mercedes Bresso: “Gli enti regionali e locali gestiscono due terzi degli investimenti pubblici: il loro sostegno è quindi di cruciale importanza per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020. Siamo pronti a lavorare insieme con la Commissione, gli Stati membri e il Parlamento europeo, per realizzare tali obiettivi. Ciò deve però avvenire su un piede di parità, senza che le regioni e le città siano coinvolte semplicemente nella fase di attuazione”.
Il CdR ha argomentato ampiamente la posizione in base alla quale occorre un maggiore protagonismo degli enti locali sull’agone comunitario nella prima relazione di monitoraggio sulla strategia Europa 2020, pubblicata il 30 novembre. La relazione conclude che, mentre alcuni paesi puntano già alla partecipazione degli enti regionali e locali, resta ancora molto da fare per garantire un’accresciuta titolarità della strategia grazie ad un partenariato rafforzato tra tutti i livelli di governo, per attuarla con successo. Non a caso, il Presidente Barroso ha assicurato i membri del CdR che la Commissione “esaminerà la relazione con molta attenzione”.
A questo proposito, il CdR ha anche enfatizzato l’effetto leva del bilancio Ue sulla strategia di rilancio dell’economia europea e sul finanziamento degli investimenti strutturali, avanzando la proposta di accrescere le risorse disponibili attraverso una serie di proventi:

  1. la vendita delle quote di emissione di gas a effetto serra;
  2. il gettito di un’imposta sulle transazioni/attività finanziarie;
  3. il gettito di un’imposta sul trasporto aereo;
  4. l’introduzione di un’IVA europea distinta da quelle nazionali;
  5. l’imposizione di una tassa ecologica o di un’imposta sui redditi d’impresa.

Rispondendo poi alle recenti polemiche sugli aiuti regionali, il Presidente Barroso ha dichiarato: “Bisogna esser chiari su questo punto: la politica di coesione serve non solo alle regioni, ma anche all’Europa nel suo insieme. La Commissione va fiera di tale politica, che è indispensabile per il futuro dell’Unione europea. Senza di essa l’Unione non può esistere, perché non può esservi Unione europea senza solidarietà”.
Piena convergenza di punti di vista con Barroso ha espresso la Presidente Presso:
“La politica di coesione è una delle più grandi conquiste dell’Europa. Essa ha contribuito a rendere più moderni i collegamenti nei trasporti, aiutato milioni di persone a trovare un nuovo lavoro e sostenuto i nostri sforzi per proteggere l’ambiente. Naturalmente, vi è sempre margine per ulteriori miglioramenti e per un’ulteriore semplificazione, ma già oggi la politica di coesione è il programma di finanziamento meglio gestito al mondo”.

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