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Come si sprecano i soldi pubblici, il caso di Madre

L’andazzo è conosciuto e collaudato. Dovunque si tagli, la reazione è inevitabile. Gli interessi toccati reagiscono come dei nidi di vipere. Se poi costoro operano in aree definite culturali, allora le reazioni sono indignate. Le parole passepartout abbondano anche se, agli occhi dei disoccupati, dei cassintegrati e di chi sta perdendo il posto di lavoro (o non lo trova affatto) o fa cultura a mille euro al mese in un asilo nido in una grossa città, queste geremiadi corporative fanno sempre meno impressione. La parole passepartout sono: si attenta alla cultura, si vuol far regredire la società all’età della pietra, i mercanti con le scarpe da tennis sono entrati nel tempio. Prendiamo un caso fra i tanti. Il museo Madre di Napoli che è il Museo d’arte contemporanea che doveva essere il museo del Rinascimento bassoliniano. Lo hanno chiamato Madre perchè, come tutte le madri, non badava a spese a favore dei suoi figli e cioè curatori, critici, artisti, editori, allestitori, camionisti, buffettisti cioè l’intero caravanserraglio dei mantenuti con la scusa dell’arte, in una città che avrebbe bisogno e di tutto e che, detto fra noi, dispone già dai musei con opere eccezionali (ma negletti) che potrebbero attrarre stuoli di turisti. A furia di spendere (loro dicono, investire. E vabbè!) il Madre è rimasto a secco di soldi. Anzi, con un buco così. La nuova giunta regionale campana (oggi a gestione Pdl dopo la sontuosa amministrazione Bassolino: solo gli ex poveri possono spendere i soldi pubblici con tanta spensierata allegria) ha poche alternative: se deve tagliare dei posti letto in ospedale pur di dare soldi a Eduardo Cicelyn, il direttore di Madre, la scelta è presto fatta. Cicelyn scrive, alla Regione che gli ha spento la linea di credito: «Trovo che il regime (il regime? Ma dove ha imparato l’italiano, questo qui? ndr) di silenzio da parte della Regione sia inquietante e anche un po’ terroristico». Terroristico? Ma quale tzunami concettuale sibila nel cervello di Cicelyn per chiamare «terroristico» un atteggiamento di responsabilità? «È un atteggiamento aggressivo e volgare», prosegue, «perché chiunque ha diritto a una risposta». Cicelyn fa finta di non capire. Non ci sono più soldi. La risposta che vorrebbe è che, per lui, i soldi si trovano sempre. Ma se non riesce a pagare le bollette della luce è perché, in passato, gli hanno detto sempre di sì. Del Madre si sono nutriti tutti. D’altra parte era inevitabile che ciò succedesse. Si era diffusa infatti la notizia che al Madre non badavano a spese. E sono arrivati tutti. A celebrare l’arte povera, guarda un po’. Cosi adesso la grande mostra «sull’arte povera che costa tanto» non si farà. Ce ne faremo una ragione, Cicelyn.

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