Questo articolo è stato letto 0 volte

Colpo alla burocrazia

Le misure per la crescita cominciano a prendere forma. E alcuni degli interventi allo studio del Governo, che dopo la doppia manovra d’estate (dl 98 e dl 138) vuole adesso puntare sulla spinta all’economia, toccano molto da vicino le pubbliche amministrazioni. Partiamo con le misure annunciate nei giorni scorsi dal ministro per l’innovazione e la pubblica amministrazione Renato Brunetta che insieme con la collega delle politiche europee Annamaria Bernini punta a disboscare la giungla delle norme e delle procedure e a tagliare i costi della burocrazia che gravano sulle imprese.
I ministri hanno avviato un tavolo di lavoro finalizzato all’elaborazione di un pacchetto di proposte definite in una nota “di grande impatto” che verranno inserite nei prossimi provvedimenti del Governo per la crescita, che dovrebbero arrivare tra fine mese e i primi di ottobre. Tra le riforme prioritarie per la ripresa dello sviluppo vi sono – spiega una nota – quelle rivolte a semplificare il quadro normativo per le imprese e a mettere uno stop all’introduzione di nuovi carichi burocratici. Il pacchetto di proposte allo studio, che è stato presentato per il momento agli esponenti di Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, ma le consultazioni proseguiranno nei prossimi giorni), prevede innanzitutto lo stop al proliferare incontrollato di nuovi costi burocratici e l’introduzione del “controllo amico”.
Le amministrazioni non potranno introdurre nuovi adempimenti amministrativi se non ne hanno eliminati altri di pari importo (secondo il principio one-in one-out). Un decreto del presidente del Consiglio, sentite le associazioni imprenditoriali, individuerà le modalità per la stima degli oneri eliminati o introdotti. Nella trasposizione della normativa comunitaria non potranno essere introdotti adempimenti non previsti a livello europeo. Si tratta insomma, si spiega, di bloccare il cosiddetto goldplating, termine anglosassone che indica l’abitudine di sovraccaricare di oneri burocratici le procedure che vanno traslate nell’ordinamento italiano per effetto di direttive europee. Quanto al “controllo amico”, per far fronte alle richieste del mondo imprenditoriale (che da tempo chiede che i controlli della p.a. sulle imprese siano meglio coordinati, più efficaci, non ridondanti o ripetitivi) si prevede un sistema di programmazione integrata tra le amministrazioni e i titolari di poteri ispettivi così come di valorizzare la funzione di orientamento dei comportamenti dell’imprenditore. Il tutto, sottolinea il dicastero di Palazzo Vidoni, andrebbe ad aggiungersi alle semplificazioni già approvate in materia di privacy, appalti e trasparenza degli adempimenti nonché ai regolamenti di semplificazione per le Pmi su prevenzione incendi e ambiente. Ci sono poi novità in arrivo anche sul fronte fiscale e dell’energia. “Dopo aver assicurato la stabilità dei conti, stiamo puntando sullo sviluppo. Il Governo sta predisponendo, in questi giorni, un decreto legge per la crescita, che segue la manovra economica”, ha ricordato Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con delega all’energia,nel corso di un convegno a Milano. “Per dare un sostegno alla produttività delle imprese italiane – continua il sottosegretario – uno dei driver su cui puntare è l’efficienza energetica. Per questo tra i vari punti del decreto ci sarà quello che darà alla detrazione del 55% maggior tempo. Infatti il rinnovo annuale non permette ai cittadini di sfruttarne appieno le potenzialità”. “Se si guarda al bilancio delle detrazione del 55% – conclude Saglia – si notano dei significativi risultati: oltre all’emersione del nero e alle opportunità di business per le imprese del comparto, questa iniziativa ha portato un enorme beneficio all’erario pubblico perché è stata in grado di smuovere investimenti miliardari”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *