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Codice della strada in dirittura

Vietata la vendita di alcolici nei locali pubblici dalle tre fino alle sei del mattino, con possibilità di deroga solo per il Ferragosto e Capodanno. I locali, inoltre, dovranno istallare strumenti per rilevare volontariamente il tasso alcolico. Vietato anche la vendita di superalcolici negli autogrill dalle 22 della sera alle sei del mattino. Arriva la “guida accompagnata” per i minori che abbiano compiuto 17 anni e siano titolari del patentino in modo da consentire loro di esercitarsi alla guida con l’assistenza di un adulto. Dopo due anni di lavoro parlamentare, e dopo il via libera mercoledì scorso in Commissione trasporti alla Camera, sembra che le nuove norme sulla sicurezza stradale stiano finalmente per divenire legge e prima del grande esodo di agosto. Il nuovo testo è stato approvato all’unanimità dalla commissione in sede legislativa e ora va al Senato, dove dovrebbe ottenere il via libera definitivo in brevissimo tempo e dove sarà presentato dal relatore Angelo Maria Cicolani del Pdl. Il Ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, oltre a esprimere il proprio “compiacimento per il lavoro svolto”, ha auspicato di “poter avere per la seconda metà dell’estate la vigenza del nuovo codice”. Il provvedimento, licenziato una prima volta a luglio 2009 a Montecitorio, ritorna a Palazzo Madama dove fu integrato dai senatori con alcune modifiche poi recepite dalla stessa Camera. Ora, a distanza di un anno, torna a Palazzo Madama per quella che dovrebbe essere l’ultima volta. Il testo conferma l’impianto sanzionatorio nei confronti di chi guida in stato di ebbrezza. Per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni e per i guidatori professionisti viene introdotta la norma zero alcol che vieta anche un sorso di birra prima di mettersi al volante. Le sanzioni vengono poi aumentate per tutti i guidatori trovati ubriachi al volante. Previste nuove norme per le minicar, vere e proprie piccole autovetture omologate come motorini. Vengono decuplicate le sanzioni per chi produce o commercializza minicar che superano i 45 km/h (da 1.000 a 4.000 euro); per le officine che truccano i motocicli (da 779 a 3.119 euro); per chi le guida (da 389 a 1.559 euro). Inoltre, diviene obbligatorio l’uso delle cinture. Le innovazioni più interessanti appaiono la targa personale e la riduzione a 90 giorni della notifica per le violazioni del codice della strada, rispetto ai 150 giorni in vigore. Soddisfatto è il presidente della commissione, Mario Valducci del Pdl, che è stato anche relatore del testo. Per Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione, “le nuove norme tengono conto della necessità di equilibrio tra formazione, informazione e repressione” ma le “nuove regole necessitano di investimenti” da parte del governo e di un “aumento dei controlli”. Il testo riceve poi l’apprezzamento della Fipe, che individua “più luci che ombre”.
“La riforma del codice della strada liberata a Montecitorio estende divieti e multe, sia pure con diverse modalità, a un’ampia sfera di chi commercia l’alcol. Il testo attuale, dunque, contiene più luci che ombre”, è il commento di Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe e vicepresidente Confcommercio. “Il divieto – prosegue Stoppani – adesso è esteso oltre che agli esercenti anche agli ambulanti, chioschi all’aperto e circoli privati. Positive sono anche le introduzioni di provvedimenti particolari rivolti a neopatentati e conducenti professionisti”. Secondo la Federazione dei pubblici esercizi, rispetto alla precedente riforma del codice della strada (legge 160/2007) il provvedimento contiene maggiori limiti sia per i cittadini, sia per gli imprenditori. È quindi da apprezzare che sia stato aumentato il numero dei soggetti che gestiscono l’alcol sui quali si abbatteranno le restrizioni, così come appare accettabile la logica con cui queste sono state articolate.

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