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Cina, bacheca online per la p.a.

Il governo cinese ha da poco inaugurato un sito Internet per permettere alla popolazione di comunicare con la Pubblica Amministrazione in maniera critica o propositiva.
Il servizio non è altro che una bacheca online in grado di archiviare e classificare tutti i pareri o i suggerimenti lasciati dagli utenti e indirizzati ai vari dipartimenti di stato. Tra i destinatari dei messaggi, il sito annovera addirittura i massimi dirigenti, inclusi il Presidente Hu Jintao e il Premier Wen Jiabao.
Il nome scelto per il sito rispecchia la volontà di mettere al centro dell’attenzione, almeno apparentemente, il popolo e le sue opinioni. La bacheca si raggiunge infatti digitando people.com.cn e cliccando poi sul link “Direct Line to Zhongnanhai”, ovvero “Linea diretta per Zhongnanhai (quartier generale del Partito comunista cinese). Il servizio raccoglie tutti i messaggi digitali e provvede quindi a smistarli ai vari uffici del governo.
Nei suoi primissimi giorni di funzionamento, il sito ha già registrato un grande successo, stando ai numeri dei messaggi inviati. Soltanto le missive destinate al presidente Hu Jintao e al premier Wen Jiabao, dopo 4 giorni dall’apertura del servizio, erano 27 mila. Anche i contenuti sono in chiave con l’obiettivo del governo cinese. Gran parte dei messaggi infatti riguardano argomenti sociali: tra tutti il rialzo del prezzo delle case, le riforme politiche e la campagna anti-corruzione.
«In questo modo – ha detto Lin Zhe, professore di ricerche anti-corruzione alla scuola del partito comunista cinese – si crea una piattaforma per sviluppare la consapevolezza della gente, incoraggiando anche la discussione sui temi di stato. Si stanno anche mettendo in pratica le parole del premier Wen Jiabao che ha detto che il paese deve aprire la strada alla gente dandole la possibilità di criticare il governo e di monitorare il suo operato».
È pur vero però che la maggior parte dei giovani, sia studenti, sia lavoratori, nutrono forti dubbi sull’utilità delle comunicazioni poiché stentano a credere che i messaggi riescano ad arrivare ai massimi vertici dello stato. Di tutti i problemi sollevati dalla gente, inoltre – si chiede uno studente dell’Università del Popolo – quanti potranno eventualmente essere risolti?

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