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«Ci sono i tempi per il sì alla delega»

«Quale che sia lo scenario politico di interruzione o di durata della legislatura e quale che sia il Governo chiamato ad operare, ci sono 15/20 giorni utili per consentire al Senato di approvare la delega fiscale». Ne è convinto il presidente della Commissione Finanze della Camera e relatore alla riforma del fisco, Daniele Capezzone. Se gli si chiede se per la seconda volta in due anni la delega fiscale non corra il rischio di interrompere la sua corsa a un passo dal traguardo, Capezzone conferma senza indugio che a prescindere da tutto il Senato ha a disposizione una finestra utile, sia prima della legge di stabilità, sia prima di una eventuale crisi di Governo, di approvare la delega e mettere così in campo 12 differenti piste di riforma quasi equivalenti a un programma liberale di legislatura.

Un ulteriore contributo per sostenere la crescita, ricorda Capezzone, è arrivato ieri dalla Commissione Finanze con l’approvazione della risoluzione Realacci-Capezzone con cui si chiede al Governo di rilanciare l’ecobonus e soprattutto stabilizzare l’agevolazione del 65% sulla riqualificazione energetica degli edifici. Il tutto, però, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica e la riduzione della pressione fiscale.

La riduzione del carico fiscale su cittadini e imprese resta, comunque, il principio posto a fondamento della riforma fiscale approvata mercoledì alla Camera (si veda il Sole 24 Ore di ieri) e ora passata all’esame del Senato.«L’invarianza di gettito inizialmente prevista dal Governo è il “minimo sindacale”. Quello che abbiamo voluto inserire tra gli obiettivi della delega è soprattutto la riduzione della pressione fiscale». Riduzione della pressione fiscale che passa per una strategia sul contrasto all’evasione fiscale più equa e liberale: «Da una parte si tende la mano, con le rateizzazioni, a chi è in difficoltà; con l’altra si cercherà di stanare gli evasori con nuovi strumenti come la fatturazione elettronica o il contrasto di interessi».

I proventi della lotta all’evasione andranno a riduzione delle tasse. Mentre il disboscamento delle agevolazioni fiscali seguirà un doppio binario: «La revisione delle tax expenditures dovrà ridurre il prelievo su tutti i contribuenti; l’intervento di riorganizzazione dei sussidi alle imprese dovrà andare interamente a riduzione delle tasse sulle imprese».

Su tutto c’è anche la riforma del catasto, «una riforma che sta dalla parte del contribuente». Chi pensava di rivedere il catasto per stangare i proprietari, sottolinea Capezzone, «si è sbagliato di grosso». Con la riforma «abbiamo fissato quattro principi cardine: la partecipazione, il contraddittorio, il controllo e la tutela giurisdizionale dei contribuenti».

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