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Chiamparino, all’apertura dell’Assemblea Anci: “Il federalismo? Solo promesse, non ci danno poteri”

Il federalismo fiscale? “Per ora è una narrazione totalmente sganciata dalla realtà”. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, apre oggi a Padova i lavori dell’assemblea dei Comuni italiani con un bilancio amaro: “Dal 2004 al 2009 i Comuni hanno tagliato 4 miliardi e le amministrazioni centrali dello Stato ne hanno spesi 32 in più”.

Chiamparino, è finita la luna di miele con il Governo sul federalismo fiscale?
Non c’è mai stata alcuna luna di miele. Abbiamo trovato un accordo su un percorso e ora attendiamo che il governo lo rispetti. Noi rappresentiamo i municipi d’Italia. Non siamo né una costola dei partiti né una costola del governo. Lavoriamo, mi permetta il gioco di parole, per il bene comune. E ringraziamo il Presidente della Repubblica che ha deciso di prendere parte alla nostra assemblea forse anche per il carattere super partes della nostra Associazione.

Che cosa chiedete a Tremonti?
Di modificare il Patto di stabilità per consentire ai comuni virtuosi che hanno utili di investirli; di alleggerire i tagli previsti per il biennio 2010-2011 e di consentire ai Comuni di agire sulle poche tasse locali a loro disposizione come l’Ici sulle seconde case. È assurdo prevedere che dal 2014 tutti i comuni abbiano mano completamente libera sulla fiscalità locale e da oggi ad allora tutto sia bloccato. Da anni si parla di federalismo fiscale e decentramento. Cosa chiediamo a Tremonti? Chiediamo di alleggerire i tagli previsti e di consentirci di agire sulle tasse locali come l’Ici sulle seconde case istituzionale.

Voi siete la principale associazione degli enti locali italiani. Quali sono stati gli effetti concreti di questo dibattito?
L’effetto più evidente di quella che Nichi Vendola chiamerebbe la grande narrazione del federalismo è stato un aumento del centralismo. Le poche leve fiscali un tempo a disposizione sono state sequestrate dai governi centrali e addirittura siamo arrivati a impedire ai Comuni con meno di 50 mila abitanti di avere più di una partecipazione nelle società per azioni costringendo molte amministrazioni a rinunciare ad attività redditizie. Il risultato è stato che mentre i Comuni hanno dovuto rinunciare a 4 miliardi di entrate in cinque anni le amministrazioni centrali hanno aumentato le spese di 32 miliardi.

Proprio nel Veneto dove si svolge la vostra assemblea, gli amministratori locali in rivolta annunciano lo sciopero fiscale per protesta contro Roma che non darebbe fondi sufficienti alla ricostruzione. Lei concorda?
Capisco l’esasperazione degli amministratori locali, ma non concordo assolutamente.

L’idea di trattenere per sé le tasse per pagare i danni dell’alluvione è un precedente scivoloso. Il Veneto è una regione ricca. Ma che cosa dovrebbero fare in un frangente simile i sindaci di una regione povera? Non mi sembra una soluzione. Anche perché, federalismo o no, gli interventi straordinari per le calamità naturali sono per definizione a carico del governo centrale.

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