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CGIA Mestre, “Adesso il Governo abbassi l’Iva, ma senza aumentare le tasse”

Scongiurata la crisi di Governo, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, afferma:

“Adesso il Governo abbassi l’Iva, ma senza aumentare le tasse. E’ vero, i problemi da affrontare sono molti: gli esodati, il rifinanziamento della Cig in deroga, la seconda rata dell’Imu, il rientro del rapporto deficit/Pil sotto il 3%. Tuttavia, sarebbe opportuno ripartire dall’Iva che, purtroppo, martedì scorso è aumentata di un punto”.

Su questa richiesta, Bortolussi fa una precisazione:

“La riduzione dell’aliquota dal 22 al 21% non dovrà avvenire attraverso l’introduzione di nuove tasse. La bozza di decreto in circolazione venerdì scorso prevedeva che il mancato aumento dell’Iva fosse coperto da un ritocco all’insù delle accise sui carburanti e da un aumento degli acconti Ires e Irap in capo alle imprese. Bisogna assolutamente trovare nuove coperture agendo sulla spesa pubblica improduttiva: il Paese non è più in grado di sopportare un ulteriore incremento del carico fiscale”.

La CGIA ricorda che l’aumento dell’Iva scattato martedi scorso graverà sulle tasche dei consumatori per un importo di circa 1 miliardo di euro per il 2013 e di 4,2 miliardi per il 2014. Di questi ultimi, 2,8 miliardi circa saranno a carico delle famiglie, i rimanenti da attribuire agli enti non commerciali, alla pubblica amministrazione e alle imprese (nei casi dove non sussiste la deducibilità dell’imposta).

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