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Certificazione dei debiti Pa

ROMA – Certificazione dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, semplificazioni per le Pmi, liberalizzazione delle professioni: sono alcune delle misure della bozza del decreto crescita all’esame del governo. Ieri si è svolto un nuovo incontro tecnico, stavolta a Palazzo Chigi, dove il sottosegretario Gianni Letta segue da vicino l’evoluzione del provvedimento. I confronti tecnici e tra ministri hanno ormai cadenza quotidiana, il ministro Paolo Romani aggiorna il premier sullo stato dei lavori ed entro giovedì potrebbe esserci il punto politico per decidere se andare al Cdm di questa settimana o rinviare ancora. Non cambia il refrain: al momento, in assenza di risorse, si va verso un decreto di tipo deregolatorio che va dalle infrastrutture all’energia alla decertificazione. La prima bozza dovrà passare al vaglio del ministro dell’Economia Giulio Tremonti che opererà una prevedibile corposa scrematura. «Senza risorse – ha detto ieri il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli – il decreto è monco e trovare risorse non è facile». Al momento il testo comprende un nuovo tentativo, dopo quello fallito a inizio estate, per avviare una liberalizzazione delle professioni: il vincolo delle tariffe minime viene di fatto superato con la possibilità di pattuire liberamente i compensi. Viene poi ipotizzato un dispositivo per agevolare la costituzione di società tra professionisti. Sul fronte semplificazioni, rispunta la certificazione da parte della Pa dei crediti vantati dalle imprese. L’ipotesi alla quale stanno lavorando i tecnici non provocherebbe, a differenza di quella scartata in occasione del cammino parlamentare della manovra di ferragosto, ricadute immediate sui conti pubblici. Nello stesso capitolo si prevede l’autorizzazione unica in materia ambientale per le Pmi. Le amministrazioni pubbliche dovranno pubblicare online la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese in base a dimensione e settore di attività. Il Governo dovrà inoltre adottare uno o più regolamenti per semplificare i controlli per assicurarne la proporzionalità e per consentire l’informatizzazione degli adempimenti. L’attuale bozza apre anche la strada all’estensione, seppure in via sperimentale, del raggio d’azione fino al 2013 delle cosiddette zone a burocrazia zero. Il fulcro del pacchetto resta la decertificazione ovvero il divieto per tutti gli uffici pubblici di chiedere ai privati informazioni, e conseguenti certificati, su dati già in loro possesso. Si sta anche valutando il reclutamento di dirigenti e dipendenti pubblici esclusivamente attraverso il meccanismo del concorso unico. Tra gli interventi in discussione c’è anche un micro pacchetto famiglia: incentivazione del telelavoro per un periodo limitato dopo la nascita dei figli; garanzia dello Stato per l’accensione del mutuo prima casa per le giovani coppie prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato; l’incentivazione del part time per i genitori non in grado di svolgere attività lavorativa a tempo pieno per assistere i figli. Già sicure sono, come annunciato dal ministro Maurizio Sacconi, la riduzione dei contributi sui contratti di apprendistato e la sburocratizzazione delle procedure delle assunzioni. Sul versante edilizio, per il “permesso di costruire” si ipotizza il silenzio assenso dopo 90 o 140 giorni dalla presentazione della richiesta.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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