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Censimento fuori dai vincoli

Il quadro delle “esclusioni” dal saldo del patto di stabilità interno per il 2011 presenta alcune novità e molte conferme. L’elenco delle deroghe tenute in piedi dal maxiemendamento del governo (sono abrogate quelle non richiamate) si suddivide in due gruppi. Nel primo trovano conferma le voci riferite alle calamità naturali, ai grandi eventi, ai fondi dell’Unione europea e ai trasferimenti agli enti commissariati per infiltrazioni di tipo mafioso. È aggiunto, inoltre, il capitolo delle spese sostenute sui beni ricevuti con il federalismo demaniale. Il secondo gruppo di deroghe tocca invece alcuni enti: quelli investiti dalle rilevazioni del censimento, i comuni dissestati della provincia dell’Aquila, il comune di Parma e il comune di Milano. Come anticipato dalla manovra correttiva 2010, gli enti locali che, secondo il piano generale di censimento, sono coinvolti nelle rilevazioni possono escludere dal patto di stabilità interno le relative spese; la decurtazione si estende anche al censimento dell’agricoltura. I comuni dissestati della provincia dell’Aquila possono escludere dal saldo del patto del biennio 2011-2012 gli investimenti in conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, nei limiti del tetto di 2,5 milioni di euro. Le novità introdotte dalla manovra riguardano i comuni di Parma e Milano. Il primo potrà escludere dal saldo del patto le risorse provenienti dallo stato e le spese connesse alla sede dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare e alla Scuola per l’Europa, nei limiti di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011-2013. Milano, nel 2011, potrà portare in detrazione le risorse statali e le spese sostenute per la realizzazione del l’Expo 2015, entro il tetto complessivo di 480 milioni di euro stanziato dalla legge di stabilità. Addio, quindi, alle deroghe per il sisma in Abruzzo e per le spese di investimento nei limiti degli importi”ceduti” dalle regioni. Mentre, a sorpresa, rientra la tormentata norma (cosiddetta «salva-Brescia») sulle entrate da dismissioni immobiliari, cessioni di azioni e dividendi: gli enti che l’anno scorso hanno chiuso il bilancio prima del 10 marzo escludendo queste entrate dal patto (in base a una norma poi abrogata) saranno costretti a ripetere l’esclusione anche nel 2011. Sul monitoraggio l’unica modifica riguarda la certificazione del rispetto degli obiettivi annuali, che dovrà ottenere il via libera dei revisori. Sono confermate, infine, tutte le sanzioni a carico degli enti inadempienti, compresa quella del taglio dei trasferimenti. Sempre in tema di sanzioni, andrebbe chiarito ? evidenzia la relazione tecnica alla manovra ? se si intende implicitamente abrogata la norma non riproposta secondo cui gli effetti finanziari derivanti dalle sanzioni non sono conteggiati ai fini del saldo patto (comma 22, articolo 77-bis del Dl 112/2008). Mentre un nuovo sistema di premialità attende gli enti virtuosi.

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