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Catricalà bacchetta i monopoli

ROMA – Nel 2010 i prezzi dei carburanti in Italia sono cresciuti meno rispetto alla media Ue, ma restano comunque più elevati di quelli praticati dai nostri partner in valore assoluto e su questo livello elevato continua a pesare l’inefficienza della rete distributiva. È l’analisi sul comparto più “caldo”, ai fini dell’attuale rialzo inflazionistico, tracciata dal presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso di un’audizione alla Commissione prezzi al Senato. I risultati principali dell’analisi dei prezzi dei prodotti petroliferi per autotrazione, ha spiegato Catricalà, mostrano per il 2010 aumenti di circa l’11%. «La differenza tra i prezzi italiani e le medie dei prezzi europei (il cosiddetto stacco) è risultata decrescere per tutto il 2010». In particolare, il numero uno dell’Antitrust ha sottolineato che «per la benzina, la differenza è di circa 4,5 eurocent/litro rispetto alla media UE-27 e circa 3,5 rispetto alla media UE-euro; per il gasolio la differenza è di circa 3,5 eurocent/litro sulla media UE-27 e circa 3 sulla media UE-euro». Inoltre, a suo parere, «si registra una consistente differenziazione dei prezzi e appare superato il modello del prezzo unico nazionale». E questo fenomeno, «in parte sollecitato anche dagli impegni presi dalle società petrolifere a esito del procedimento dell’Autorità, testimonia una modulazione delle politiche commerciali delle società petrolifere in relazione alle differenti condizioni concorrenziali che prevalgono nei diversi contesti territoriali: i prezzi risultano più bassi nelle aree in cui sono presenti impianti no logo e della grande distribuzione organizzata». La differenza nel corso dell’ultimo trimestre del 2010 è variata per benzina e gasolio tra i quattro e i dieci eurocent/litro a favore delle pompe bianche. Resta tuttavia ancora da sciogliere il “nodo” della rete. «La necessità di una riforma della rete di distribuzione e dello sviluppo di operatori non dipendenti dalle compagnie petrolifere – ha concluso Catricalà – è stata più volte sollecitata dall’Autorità». Nell’audizione di ieri, il Garante della concorrenza è tornato a sottolineare l’efficacia della liberalizzazione dei mercati come fattore decisivo per la lotta all’inflazione. «Nel biennio 2009-2010 – ha detto Catricalà – i prezzi dei beni scambiati nei mercati in monopolio e nei quali non c’é un’autorità indipendente efficace, sono cresciuti in maniera molto accentuata facendo segnare un +4,1%» a fronte di un tasso medio annuo di inflazione pari nel biennio all’1,1%. «Di converso – ha aggiunto Catricalà – nei mercati nei quali c’é un’efficace regolazione dei prezzi si é registrata una riduzione del 2% mentre nei mercati in concorrenza i prezzi sono cresciuti ad un tasso medio annuo dell’1,4%, sostanzialmente in linea con il tasso medio d’inflazione” registrato nel biennio 2009-2010. Tra i mercati problematici, Catricalà segnala in particolare i servizi pubblici locali e i servizi professionali. Catricalà ha poi ricordato che il settore dell’RC Auto presenta ancora «a quasi venti anni dalla liberalizzazione, un marcato deficit di concorrenza» ed ha osservato che nel corso del 2010 i premi medi delle polizze Rc Auto sono cresciuti del 6,6%, a fronte di un incremento del 3,2% per i paesi dell’area Euro. L’aumento dello scorso anno fa seguito a un altro registratosi nel 2009, pari al 5,9 per cento.

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