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Casa, si rischia di pagare la seconda rata dell’Imu

La legge di Stabilità del 2014 dovrebbe prevedere interventi di bilancio per una decina di miliardi di euro. La maggior parte, circa 6, dovrebbe essere destinata alla riduzione del cuneo fiscale, e il resto servirà a finanziare la riforma dell’Imu e della Tares, evitare l’aumento dei ticket sanitari per due miliardi, previsto nel 2014, rafforzare il meccanismo dell’Ace per la capitalizzazione delle imprese e allentare il Patto di Stabilità con i Comuni.

I dieci miliardi saranno interamente recuperati con i tagli alla spesa pubblica, la riduzione delle agevolazioni fiscali e l’aumento di altre imposte. Secondo il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in ogni caso, tutte le riforme e gli interventi di bilancio del prossimo anno dovranno avvenire garantendo l’invarianza dei saldi di bilancio. Solo il finanziamento delle missioni di pace e della cassa integrazione straordinaria, per un importo complessivo di circa tre miliardi di euro, non avrà bisogno di copertura. È, di fatto, il primo «bonus» del risanamento: il deficit tendenziale del 2014 del 2,3% verrà fatto scivolare al 2,5% senza con questo compromettere l’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio.

La legge di Stabilità del prossimo anno, oltre all’abbattimento dei ticket , potrebbe prevedere anche un nuovo finanziamento per gli anziani non autosufficienti ed il fondo per le politiche sociali (si parla di 5-600 milioni) e il piano di investimenti contro il dissesto idrogeologico, votato ieri dalla Camera (altri 500 milioni l’anno attraverso i Comuni). Il pacchetto di misure per il 2014 dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri tra lunedì 14 e martedì 15 ottobre.

Il presidente del consiglio e il ministro dell’Economia incontreranno a Palazzo Chigi i sindacati lunedì e mercoledì Rete Imprese Italia ma difficilmente la manovra potrà essere definita e approvata nell’arco della prossima settimana. Venerdì 10, invece, il consiglio dei ministri si riunirà per il varo del decreto per la correzione del deficit 2013 ed il finanziamento della Cig, del fondo immigrazione e della cassa integrazione in deroga. Il pacchetto vale circa 2,5 miliardi, di cui 1,6 per riportare il deficit di quest’anno sotto il tetto del 3% del Pil. Le coperture di questi provvedimenti dovrebbero arrivare da tagli alla spesa dei ministeri e probabilmente da un aumento degli acconti Ires e Irap e delle accise sulla benzina.

Molto difficile che il governo intervenga sulla seconda rata dell’Imu, nonostante l’ala dura del Pdl continui a sollecitarlo. Abolirla del tutto costerebbe altri 2,5 miliardi di euro, che nel bilancio non ci sono. Le risorse non sono sufficienti e, secondo il viceministro dell’Economia del Pd, Stefano Fassina, «bisognerà fare delle scelte politiche». Il Pd, nel frattempo, con un emendamento al decreto che abolisce la prima rata dell’Imu, suggerisce di esentare dalla tassa solo le case che hanno una rendita catastale inferiore a 750 euro. Ne verrebbero fuori 1,2 miliardi con i quali, si dice, ripristinare l’Iva al 21% dal primo novembre al 31 dicembre 2013.

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