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Casa, arriva un mix di ritocchi a detrazioni e aliquote Tasi

Ritocchi alle aliquote della Tasi e una dote maggiorata ai Comuni per far scattare detrazioni più robuste. È il mix di interventi su cui si sta costruendo il compromesso nella maggioranza sui ritocchi da apportare al capitolo casa della legge di stabilità. Silvio Berlusconi ha dichiarato che così com’è non è disposto a votare la legge di stabilità. Tuttavia, l’intesa è vicina anche se al Senato non era stata ancora individuata l’opzione finale. L’obiettivo è alleggerire il più possibile il peso della Tasi sull’abitazione principale, per la sua componente patrimoniale, agendo sia sull’aliquota minima dell’1 per mille sia sulle detrazioni. Il tutto verrebbe, almeno in parte, compensato da un aumento dell’imposizione sulle seconde case. L’accordo finale potrebbe essere definito oggi. E sbloccare così lo stallo in commissione Bilancio dove anche ieri i lavori sono proseguiti a rilento. I relatori hanno presentato un emendamento per fronteggiare l’emergenza in Sardegna ed era praticamente pronto un altro correttivo che introduce la nuova piattaforma di garanzia per facilitare l’accesso al credito di imprese e famiglie. Con la garanzia dello Stato sugli interventi della Cdp a sostegno delle Pmi. E anche con la destinazione di 40 milioni per il 2014 e 130 milioni per il 2015 e il 2016 per la patrimonializzazione dei Confidi.

In altre parole nasce un Fondo a tre canali: garanzia per le Pmi con uno stanziamento di 600 milioni dal 2014 al 2016 e altrettanti per le sole Pmi del Mezzogiorno; la sezione speciale di garanzia Grandi progetti e ricerca (che esce dal collegato sviluppo) con un dote di 100 milioni; il fondo di garanzia per mutui prima casa con una dote di 200 milioni per il triennio 2014-2016. In quest’ultimo caso la garanzia del Fondo potrà operare fino al 50% della quota capitale per l’acquisto, la ristrutturazione e l’aumento dell’efficienza energetica per la prima casa. Con una corsia preferenziale per le giovani coppie, i nuclei familiari monoparentali con figli minori e giovani under 35 con contratto di lavoro atipico (i cosiddetti co.co.co.). È prevista la garanzia dello Stato. Che scatta anche per gli interventi dalla Cassa depositi e prestiti a sostegno delle imprese. Le imprese potranno accedere al credito attraverso la Cdp ma sempre con la mediazione del sistema bancario. È poi prevista una dote fino a 300 milioni per il prossimo triennio derivante dalla quota annuale del diritto versato dalle imprese alle Camere di commercio è destinata alla costituzione di un fondo presso Unioncamere per la patrimonializzazione dei Confidi.

Quanto all’alluvione in Sardegna, con l’emendamento potrebbero arrivare complessivamente a 200 milioni le risorse stanziate per la ricostruzione: ai 25 milioni già stanziati dal Cipe si aggiungerebbero altri 30 milioni per l’emergenza e 150 milioni dall’Anas per strade e ponti. Ma in serata si stava ancora limando la copertura. La commissione ha proseguito i lavori in notturna cominciando a votare i primi articoli. Ma sui principali nodi la partita resta aperta. Se l’intesa sulle modifiche alla service tax pare vicina, sul cuneo non è stata ancora trovata la quadratura del cerchio soprattutto a causa delle risorse aggiuntive da reperire. Il Pd è favorevole a ritoccare la Tobin tax e le aliquote sulle rendite finanziarie mentre Fi e Nuovo centrodestra insistono sui tagli alla spesa. Sostanzialmente confermata l’intenzione di presentare emendamenti da parte di governo e relatori anzitutto sulle procedure semplificate per la costruzione di stadi da parte di privati, con possibilità di edificare palazzi anche lontano dagli impianti (su cui sono piovute pesanti critiche da una parte del Pd). In arrivo anche ritocchi sulla rottamazione delle auto sequestrate, sulla ricalibratura dei fondi per Mose e Anas e sulle Province con la norma “blocca elezioni” (vedi Il Sole 24 Ore di ieri). Quasi certo anche un emendamento sull’assistenza ai malati di Sla, che ieri hanno manifestato davanti al ministero dell’Economia. In discussione anche un ritocco sul versante sanità che prevede gare fra soli farmaci generici per categoria terapeutica ampliando la distribuzione diretta da parte delle farmacie con prezzi scontatissimi per l’acquirente pubblico.

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