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Campidoglio, aumenti agli stipendi d’oro

Il vento dell’austerity che, a partire dall’autun-no, porterà rincari generalizzati delle tasse e delle tariffe comunali per far fronte alle difficoltà di bilancio non lambisce il Palazzo della politica capitolina. Dove gli uomini d’oro del sindaco Alemanno, gente con una retribuzione da 100mila euro in su (oltre 8mila al mese), diventano ogni anno più ricchi. E poco importa che i romani alla ripresa subiranno l’aumento dell’addizionale Irpef, della Tari, delle rette delle mense scolastiche e, probabilmente nel 2011, del biglietto del bus e degli asili nido. Mentre i precari del Campidoglio sono in subbuglio e migliaia di dipendenti protestano per il blocco degli stipendi, i dirigenti esterni nominati dal primo cittadino gongolano: rinnovati nell’incarico in scadenza con un sostanziale ritocco del trattamento economico. Ma non verso il basso come sarebbe naturale in tempi di vacche magre. È il destino toccato ai primi sette “direttori”, il cui rapporto di lavoro sarebbe dovuto terminare il primo agosto e sono stati invece prorogati sino alla fine del mandato del sindaco con aumenti che si aggirano intorno ai 4mila euro l’anno. Tanto prenderà in più, grazie al rinnovo, il soprintendente comunale Umberto Broccoli, ben accompagnato dal capo ufficio stampa Simone Turbolente, dal direttore del Dipartimento Urbanistica Errico Stravato e da quello delle Periferie Francesco Coccia: passati nel giro di un biennio da 118.356 euro a 122.353. Meglio dei Bot. Va leggermente peggio al capo della Unità organizzativa del Dipartimento Comunicazione Mario Defacqz, al collega Luigi Di Gregorio e al direttore della Uo Patrimonio Paolo Loria, che percepiranno 100mila euro l’anno rispetto ai 96.225 guadagnati finora. Uno schema destinato a moltiplicarsi per cinquanta: tanti quanti sono i dirigenti esterni che di qui alla fine dell’anno verranno riconfermati. L’austerity? In Campidoglio non esiste.

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