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Caldoro e Cota su fondi strutturali alla Conferenza delle Regioni del 2 ottobre: “è fondamentale la certezza delle risorse”

Sui Fondi strutturali è fondamentale la certezza delle risorse. Il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, al termine della Conferenza delle Regioni del 2 ottobre, sottolinea come sia “urgente discutere subito e chiudere l’intesa con il Governo. Le regioni chiedono innanzitutto di avere il quadro complessivo delle risorse, al momento conosciamo solo la quota comunitaria non quella nazionale”.

In particolare in Conferenza delle Regioni si è discusso della programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020, chiedendo di incontrare al più presto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, per avere chiarimenti e ”certezze” sulle risorse. In tal senso si vuole giungere con il governo ad individuare ”una seria governance generale, un sistema integrato tra Pon (programma operativo nazionale) e Por (programma organizzativo regionale).

”Dobbiamo discutere – ha detto Caldoro – la centralita’ dei Por che rappresentano la quota piu’ consistente, in relazione al Pon, dobbiamo sapere qual e’ il peso di uno e dell’altro e che cosa fanno. Le Regioni devono condividere con il governo la permeabilita’ dei programmi. Pon e Por devono essere fortemente integrati e vanno decisi nel quadro delle responsabilita’ delle autonomie”.

Caldoro si e’ detto convinto che ci siano le condizioni per un accordo anche se – a causa delle crisi – le risorse potrebbero essere piu’ contenute.

Il presidente della regione Piemonte, Roberto Cota, si è detto “molto preoccupato per il rischio di una nuova centralizzazione della programmazione dei Fondi strutturali europei”.

Fino a questo momento – ha detto Cota -ci siamo confrontati sulla necessita’ di chiedere un confronto urgente con il governo per discutere la vicenda senza piu’ perdere tempo. Queste risorse, secondo Cota, sono molto importanti perche’ sono le uniche risorse “visibili” per lo sviluppo del territorio. Ma quel che mi preoccupa e ci preoccupa e’ l’intenzione del governo di inserirsi nella programmazione della quota variabile dei Fondi”.

(Fonte: Committee of the Regions)

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