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Burocrazia zero ovunque

Estese a tutto il territorio nazionale le zone a burocrazia zero. Le nuove imprese potranno godere di una notevole semplificazione amministrativa in via sperimentale fino a tutto il 2013. Lo prevede una delle misure contenute nel maxi-emendamento al ddl stabilità. L’istituzione delle zone a burocrazia zero era stata inizialmente prevista dal decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 nelle sole regioni meridionali, ma non aveva comunque mai visto la luce fino ad oggi.
Per l’attuazione di questa misura sarà comunque necessaria l’istituzione dell’Ufficio locale dei governi in ciascun capoluogo di provincia.
Agevolazioni amministrative per le nuove imprese. Le zone a burocrazia zero nascono come aree in cui il procedimento per la nascita di una nuova imprese è notevolmente semplificato rispetto al percorso standard. In particolare, la legge si concentra sui provvedimenti conclusivi dei procedimenti amministrativi di qualsiasi natura e oggetto avviati su istanza di parte, nei riguardi delle nuove imprese. La legge stabilisce che tali provvedimenti siano adottati da un’unica struttura locale accentrata entro un massimo di 30 giorni dall’avvio del procedimento, con validità del principio del silenzio-assenso. Sono esclusi dalla semplificazione i procedimenti di natura tributaria, di pubblica sicurezza e di incolumità pubblica e i procedimenti connessi alle nuove iniziative produttive avviate su aree soggette a vincolo.
Necessaria la creazione dell’Ufficio locale dei governi. I provvedimenti amministrativi saranno accentrati presso l’Ufficio locale dei governi per ciascuna provincia. La creazione di queste strutture sarà disposta con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su richiesta della regione, d’intesa con gli enti interessati e su proposta del ministro dell’interno. L’Ufficio locale dei governi dovrà essere presieduto dal prefetto e composto da un rappresentante della regione, da un rappresentante della provincia, da un rappresentante della città metropolitana, ove esistente, e da un rappresentante del comune interessato.
Procedimenti ancora più snelli con il silenzio-assenso. L’Ufficio locale dei governi sarà chiamato a esprimersi sui procedimenti amministrativi e prenderà decisioni in via esclusiva e all’unanimità. Se uno dei componenti l’Ufficio sarà in dissenso dovrà comunque motivare adeguatamente la propria posizione e fissare già le integrazioni richieste per il proseguimento dell’iter. Si considera poi acquisito l’assenso dell’amministrazione il cui rappresentante non partecipa alla riunione medesima, ovvero non esprime definitivamente la volontà dell’amministrazione rappresentata.
Nessun compenso per i componenti dell’Ufficio. La partecipazione all’Ufficio locale dei governi non sarà retribuita né tramite compensi né tramite rimborsi di alcun tipo. L’estensione delle zone a burocrazia zero a tutto il territorio nazionale non dovrà comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Zone a burocrazia zero ferme da oltre un anno. Lo strumento delle zone a burocrazia zero aveva visto la luce a fine maggio 2010 con il decreto legge che prevedeva «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica» ed era stato confermato in sede di conversione in legge. Il dl prevedeva però che le zone fossero istituite con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’interno. Di fatto, questo decreto istitutivo delle aree non è mai stato emanato e l’agevolazione è rimasta congelata da allora. Adesso, l’applicazione dell’agevolazione sarà legata all’istituzione degli Uffici locali dei governi.

 

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