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Burocrazia a misura d’impresa

Burocrazia a misura d’impresa: saranno eliminati e semplificati gli adempimenti inutili o eccessivi in base a un criterio di proporzionalità negli adempimenti amministrativi, in relazione sia alla dimensione dell’impresa e al settore produttivo in cui opera sia alle esigenze di tutela degli interessi pubblici (così come previsto dall’Unione Europea nello Small Business Act). Una novità appena introdotta con la manovra economica e senza precedenti: i primi regolamenti di semplificazioni sono previsti in materia di ambiente, vigili del fuoco e sicurezza sul lavoro. Questo uno dei pilastri su cui si fonda il Piano per la semplificazione amministrativa per le imprese e le famiglie 2010-2012, che il ministro per la pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato ieri dopo averlo illustrato lo scorso 7 ottobre in consiglio dei ministri. Alla conferenza stampa, tenutasi nella Sala Tarantelli di Palazzo Vidoni, hanno preso parte anche i rappresentanti di Confindustria e di Rete Imprese Italia al fine di sottolinearne la condivisione e annunciare la partecipazione attiva delle associazioni imprenditoriali a tutte le fasi della sua attuazione. «Tagliare i costi della burocrazia», ha spiegato Brunetta, «è un impegno prioritario del Governo per liberare risorse per lo sviluppo, aumentare la competitività delle imprese e semplificare la vita quotidiana delle famiglie. Si tratta di una riforma a costo zero, indispensabile per consentire al paese di agganciare la ripresa e attrarre nuovi investimenti». Il «Piano per la semplificazione amministrativa 2010-2012», spiega una nota, definisce obiettivi, strumenti, piani operativi e tempi per raggiungere entro il 2012 il traguardo di un taglio significativo (almeno il 25%) dei costi della burocrazia, stimati complessivamente in circa 68 miliardi di euro l’anno. Ne consegue che il risparmio annuo stimato per le imprese sarà quindi di almeno 17 miliardi di euro. Il ministro, che ha la delega alla semplificazione amministrativa, ha sottolineato come gli obiettivi del Piano saranno realizzati in stretta collaborazione con tutti gli altri ministri interessati. Una novità è rappresentata dalla logica di risultato: per ciascun intervento è prevista, infatti, la stima dei risparmi per i cittadini e le imprese così come un monitoraggio continuo sui risultati ottenuti. Oltre alla semplificazione per le pmi, il Piano prevede altre due linee di azione, La prima è la misurazione e riduzione degli oneri amministrativi (Moa) in tutte le materie di competenza statale. La metodologia adottata consente di individuare in modo sistematico le procedure più costose da semplificare. Fino adesso sono stati misurati gli oneri burocratici nelle aree lavoro e previdenza, appalti, beni culturali e paesaggio, privacy, ambiente, prevenzione incendi e fisco (dichiarazione Iva e sostituto d’imposta). Restano ancora da misurare gli oneri nelle aree sicurezza sul lavoro, prestazioni per i disabili, agricoltura, trasporti, sviluppo economico, interno, salute, statistica, giustizia ed economia e finanze. Complessivamente, il dicastero stima che il risparmio a regime ammonterà a circa 12 miliardi di euro all’anno. E poi c’è l’estensione della misurazione e della riduzione degli oneri alle regioni e agli enti locali, che è prevista dal collegato ordinamentale all’esame del Senato, con un risparmio atteso di 5 miliardi di euro all’anno.

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