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Buche nelle città: crescita a due cifre degli incidenti

Da Torino a Bari passando per Bologna e Cagliari strade e marciapiedi delle città sono sempre più deteriorati: avvallamenti profondi, tombini sporgenti, sanpietrini e pavé con scalinature, buche sul marciapiede o vicino ai binari del tram. Una ragnatela di insidie che si allarga sempre più. Vie che rispecchiano le difficoltà dei conti delle amministrazioni che dovrebbero provvedere alla loro manutenzione. Così il numero dei sinistri che si sono verificati nelle strade di alcuni capoluoghi nel 2009 ha visto un aumento a due cifre rispetto all’anno precedente, facendo “vittime” tra pedoni, automobi-listi, ciclisti e scooteristi. In assoluto la città dove è stato registrato il maggior numero di sinistri è la capitale, ben 4.350 nel 2009, di cui circa 3mila per buche, come spiegano da Assicurazioni di Roma. A Milano gli eventi che rientrano nella responsabilità civile verso terzi (Rct) del comune sono stati 3.323, con un incremento che ha sfiorato il 45 per cento. Considerando invece i soli sinistri causati dalle buche sull’asfalto l’aumento nel 2009 è stato del 37 per cento. Nell’ultimo triennio, poi, è cresciuta, arrivando al 69% nell’ultimo semestre, l’incidenza del fattore buche su tutti i sinistri Rct. Nella maggioranza dei casi a farne le spese sono stati soprattutto cerchioni e ammortizzatori dei veicoli, ma in un caso su tre, secondo i dati del comune, sono state coinvolte persone. L’aggravarsi della situazione non ha risparmiato Torino, dove la sinistrosità è cresciuta del 37%, mentre a Genova nel 2009 c’è stato un aumento dei sinistri imputabili alla scarsa manutenzione delle strade pari al 25 per cento. Quest’anno il trend sembra rallentare: nei primi sei mesi i sinistri denunciati per cause diverse (buche, segnaletica, caduta di rami) sono stati 263 contro i 795 dell’intero 2009. A Bari l’aumento è del 17%, «la quasi totalità dei sinistri è causata da insidie presenti su strade e marciapiedi» fanno sapere dall’amministrazione, e a Bologna di circa il 13 per cento. Per quanto riguarda Cagliari quasi tre quarti delle 911 pratiche aperte nel 2009 è riconducibile al dissesto del manto stradale, mentre a Trieste ci sono stati 116 sinistri legati alla stessa causa. Di fronte al degrado che si fa strada, le amministrazioni pagano premi per centinaia di migliaia di euro per la responsabilità civile verso terzi. Nel caso di Milano si sfiorano i 4 milioni, a Cagliari si arriva a 1,2 milioni, a Bologna e Genova si tocca il milione di euro. A Torino solo 370mila euro, «il premio è flat e non soggetto a regolazione – dicono dall’Ufficio assicurazione della Città di Torino – , ma da quest’anno su richiesta dell’assicurazione la franchigia è passata a 75mila euro da 15 mila e l’associazione temporanea d’impresa ora si fa carico di tutta la gestione delle pratiche». Qui ogni sinistro viene risarcito in media con circa 800 euro, ma l’anno scorso sono più che raddoppiati i sinistri che superano la franchigia. A Cagliari la media dei danni in via di risarcimento, e sono ancora molte le pratiche aperte, è stimata in 1.840 euro, mentre a Bari il danno medio è di 1.300 euro. Nel capoluogo pugliese la spesa totale tra premi e risarcimenti è in calo: nel 2009 si stima in circa 2,3 milioni contro i quasi 3,6 del 2007. «La lotta contro le buche è costosissima. Rappezzare non serve e spesso si dovrebbero fare degli interventi efficaci ma di piccola portata, che costano molto ? sottolinea Elisabetta Corda, assessore allo Sviluppo delle manutenzioni articolate sul territorio e riqualificazione arredo urbano del comune di Genova – . Meglio puntare sul risanamento di strade e marciapiedi, intervenendo con la rimozione del vecchio asfalto e, se necessario, rifacendo il carico. Sono interventi che poi permettono di ridurre i costi della manutenzione ordinaria». Il problema è reperire le risorse da investire nella manutenzione. A Roma il sindaco Gianni Alemanno ha varato un piano di lavori di manutenzione da 108 milioni, di cui quasi la metà riservati al piano “anti-buche”. Secondo l’Ania sono oltre 500 i black point nella capitale segnalati soprattutto dai cittadini attraverso i blog e i social network. Un piano analogo è stato varato a Bologna, dove in molte vie si sta rifacendo la pavimentazione e in alcuni casi anche il sottofondo. A Genova per il piano straordinario sono stati stanziati 20 milioni, di cui 8 per rifare l’asfalto. Il nodo cruciale resta la disponibilità delle risorse per gli interventi. «Stiamo utilizzando dei fondi per interventi straordinari ? conclude Maria Grazia Sestero, assessore alla viabilità e ai trasporti di Torino ?, ma la manovra ci costringerà a tagliare cifre consistenti». Preoccupazione condivisa dall’assessore Corda. «Quale manutenzione potremo fare con i bilanci decurtati? I cittadini, però, la pretendono».

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