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Bruxelles vara una road map per tagliare le emissioni di CO2

Rispetto ai livelli del 1990, ridurre del-l’80-95% entro il 2050 le emissioni di carbonio quale contributo a lungo termine della Ue per sventare pericolosi mutamenti climatici. Con una road map pubblicata poco prima della “settimana dell’energia sostenibile”, la Commissione europea punta a raggiungere questo obiettivo in modo economicamente sostenibile. Il modello economico globale su cui si basa la tabella di marcia prevede che, per un taglio di CO2 dell’80% entro il 2050 all’interno della Ue, occorra abbattere le emissioni del 25% entro il 2020, del 40% entro il 2030 e del 60% entro il 2040. Raggiungere il traguardo dell’80% entro la metà del secolo comporterà un cospicuo sforzo d’innovazione tecnologico, ma – sottolinea il documento della Commissione – non richiederà strumenti avveniristici quali la fusione nucleare. Le armi vincenti sono contenute nel Piano strategico per le tecnologie energetiche della Ue: energia solare, eolica, bioenergia, reti intelligenti, cattura e stoccaggio del carbonio, edilizia a consumo energetico basso o nullo, città intelligenti. Va da sé che nei prossimi 40 anni la Ue dovrà effettuare ulteriori investimenti annui pari all’1,5% del Pil, cioè 270 miliardi di Euro. Gran parte di tale somma sarà compensata da una bolletta per gas e petrolio meno onerosa, che consentirà di risparmiare tra 175 e 320 miliardi l’anno. Il taglio più cospicuo di CO2 si potrà realizzare nella produzione elettrica, settore che sarà quasi del tutto “decarbonizzato” entro il 2050. La tabella di marcia in campo elettrico prevede emissioni di CO2 ridotte del 54% entro il 2030 e del 93% entro il 2050 (sempre rispetto ai livelli del 1990). Dal lato dell’offerta, la quota di tecnologie a basse emissioni di carbonio nel mix di produzione elettrica subirebbe un rapido aumento, passando dall’attuale 45% a circa il 60% nel 2020, al 75-80% nel 2030, per sfiorare il 100% nel 2050. Trasporti e agricoltura restano i principali settori in cui la decarbonizzazione non sarà totalmente realizzata, neppure a lungo termine. Nei trasporti, nonostante l’inversione della tendenza all’aumento dell’ultimo ventennio, entro il 2050 le emissioni potranno essere globalmente ridotte solo del 60% rispetto al 1990. La CO2 generata dai trasporti sarà tra il 20% superiore e il 9% inferiore entro il 2030 e del 54-67% inferiore entro il 2050. Fino al 2025 la decarbonizzazione dei trasporti proverrà da un aumento dell’efficienza energetica dei motori convenzionali a benzina e diesel. Dopo il 2025, con l’adozione su larga scala di veicoli elettrici o ibridi ricaricabili, si assisterà a un passaggio più deciso verso l’elettromobilità per le autovetture private. Per l’agricoltura il modello è invertito: forte riduzione di emissioni da qui al 2030, poi ritmo assai più lento. I settori industriali ed energetici che fanno parte del sistema di scambio delle quote di emissione Ue potranno realizzare riduzioni notevoli, e con un miglior rapporto costo/efficacia, rispetto ai settori non compresi nel sistema. La roadmap prevede che le emissioni di CO2 dell’industria calino del 34-40% entro il 2030 e dell’83-87% entro il 2050 (rispetto ai livelli del 1990). Dopo il 2035 le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (Csc) saranno applicate su larga scala alle emissioni di CO2 dei processi industriali che non possono essere abbattute in altri modi (ad esempio, nella produzione di acciaio e cemento), consentendo riduzioni assai più cospicue entro il 2050. Nel settore residenziale e dei servizi le riduzioni delle emissioni di CO2 saranno nell’ordine del 37-53% entro il 2030 e dell’88-91% entro il 2050.

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