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Brescia, guanti igienici sul bus degli immigrati

BRESCIA – Sarà che ormai da queste parti c’è anche un problema di precedenti, e non da poco. Sarà che quando ci sono di mezzo gli stranieri la sensibilità, in un senso o nell’altro, cresce. Sarà che in generale i bus italiani non è che brillino per pulizia, eppure un rimedio come questo, in Italia, anzi non solo in Italia, non si era mai visto. Sta di fatto che a Brescia si sono inventati il “guanto da viaggio”: un guanto monouso di colore blu, con tanto di sponsor, per tutelare l’igiene dei passeggeri che si servono del mezzo pubblico per eccellenza. Ma non su tutte le linee. Solo su una: la 3. Che, chissà se e quanto casualmente, è tra quelle più utilizzate dagli immigrati. Il Comune di Brescia e Brescia trasporti dicono che l’iniziativa “guanto da viaggio” è un modo per «offrire agli utenti un’opportunità in più in termini di igiene». Ma la Cgil locale insorge, chiedendo che l’operazione sia bloccata. «La linea 3 è molto frequentata da cittadini stranieri e questa è un’iniziativa unica in Europa – dice Damiano Galletti, segretario generale della Cgil – . Non vorremmo che il guanto finisse annoverato tra le iniziative di intolleranza che ultimamente scaraventano la provincia di Brescia su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali. È uno spreco di soldi che va interrotto immediatamente. Oltretutto, se i guanti servissero per una questione di igiene, dovremmo metterli in tutti i luoghi pubblici». La muffola della discordia si chiama Ufo ed è in plastica biodegradabile. L’ha partorita un’agenzia pubblicitaria (Ufo agency) e ha subito trovato l’adesione dell’assessorato alla Mobilità e al Traffico e di Brescia trasporti. Da tre giorni (per un mese, in via sperimentale) chi sale sulla 3 trova un distributore automatico di guanti monouso. Che una volta indossati, stando a quanto sostengono i promotori, garantiranno innanzitutto «una protezione completa che impedisce il contatto diretto delle mani»; e poi terranno anche informati i cittadini in quanto veicolo pubblicitario (le aziende potranno “comunicare” pagando un’inserzione da stampare sul guanto). Insomma, pubblicità a parte: una barriera anti-germi. Ma secondo molti gli unici germi che si intravedono in questa storia sono quelli dell’intol-leranza. «Se esiste un problema di igiene come organizzazione sindacale vorremmo esserne informati – continua la Cgil – visto che sugli autobus, oltre agli utenti, operano ogni giorno centinaia di lavoratori e lavoratrici. Perché dunque – ci si chiede polemicamente – in presenza di un pericolo per la salute pubblica non si allarga subito l’iniziativa anche alle altre linee?». Già, perché solo sulla linea 3, che va da Badia a Rezzato ed è ad alto tasso di utenza straniera? A Brescia le tematiche dell’immigrazione sono sentite, e vissute, con particolare attenzione. La cronaca ha offerto molti spunti. Il censimento degli immigrati di Coccaglio; la vicenda dei bonus bebè solo per cittadini italiani, ma non solo. «Questa nuova giunta – attacca Galletti – sta creando molti problemi ai cittadini stranieri. Mi riferisco ai controlli, alle difficoltà a ottenere certificati, rinnovi e cambi di residenza». Ora, riscaldare di nuovo la pentola delle polemiche tocca al guanto Ufo.

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