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Bonus ai bamboccioni che lasciano la famiglia

Un anno fa il Comune si era preoccupato di aiutare le giovani coppie in cerca di una casa tutta loro, adesso pensa anche ai single under 30. Per incentivarli ad abbandonare il “nido famigliare” ha istituito un fondo rotativo. Sotto la Mole la situazione il 77,5% dei giovani tra i 20 e i 30 anni risulta ancora residente nella casa dai genitori. Palazzo civico ha quindi deciso di correre ai ripari. «Dal 7 settembre – spiega l’assessore alle Politiche per i giovani, Marta Levi – i ragazzi che decidono di lasciare l’appartamento dei genitori per andare ad abitare per conto proprio potranno contare sul Comune. Basterà presentare domanda nei nostri uffici per ottenere un prestito fino a un massimo di 3.500 euro. Certo, la somma andrà restituita, ma i giovani avranno tempo tre anni e non è previsto alcun interesse». Possono ottenere il prestito anche i figli di papà. Il Comune non inserirà infatti nel bando alcun requisito legato al reddito. «Perché – sottolinea Levi – il problema dell’autonomia abitativa riguarda i giovani a prescindere dalle condizioni sociali ed economiche. L’elemento essenziale non è quindi il reddito dei ragazzi, che non viene richiesto, ma la volontà di assumersi le responsabilità di una vita in autonomia». Conta naturalmente l’età: bisogna avere tra i 20 e i 30 anni. E il legame con Torino: tradotto, la residenza in città da almeno un anno. Il giovane deve poi presentare in Comune il contratto di affitto – libero o convenzionato – regolarmente registrato, cambiare la residenza anagrafica nel nuovo alloggio e impegnarsi a restituire il prestito. Il bonus dovrà essere usato per coprire le spese legate all’affitto di un appartamento. Un problema, quello del caro canoni, che tocca da vicino i giovani: basti pensare che il 42% delle persone in coda per avere una casa popolare ha meno di 40 anni. Il ministero della gioventù ha finanziato il progetto con oltre 1 milione di euro, altri 150mila arrivano dal Comune: i soldi serviranno a far partire il fondo rotativo. “Casa ? ciascuno a suo agio ?” questo è il nome del progetto, è stato realizzato con la partnership della Compagnia di San Paolo. «Oggi il mercato della locazione ? conclude l’assessore – richiede un impegno economico iniziale difficilmente sostenibile da parte di giovani che entrano nel mondo del lavoro con poche garanzie di continuità e stabilità. Consapevoli di questo deficit economico, a fianco del fondo rotativo, ne abbiamo istituito un altro, di garanzia: servirà per corrispondere al proprietario fino a un massimo di nove mesi d’affitto, in caso di morosità del giovane locatario».

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