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Bologna? Inquinata ma virtuosa

La città nuoce gravemente alla salute, ma Bologna sembra avere gli anticorpi per reagire ai mali che assediano le aree metropolitane. Può dirsi sana, in base ai criteri stabiliti dall’Oms, e vantare un tasso di mortalità inferiore alla media nazionale. Può anche sperare in un futuro migliore, essendo considerata virtuosa sul fronte delle politiche ambientali, conscia dei suoi problemi e determinata ad affrontarli. A tracciare virtù e debolezze del capoluogo emiliano è l’Osservatorio nazionale per la salute nelle regioni, che ieri ha presentato il primo rapporto sui quindici grandi centri metropolitani italiani. Gli esperti della Cattolica di Roma hanno fotografato una realtà poco rassicurante: città anziane, popolose e così inquinate da presentare il conto ai cittadini. Che ovviamente pagano in salute. Quando si parla di ambiente le città si fanno distratte, girano la testa dall’altra parte e rinviano le decisioni. Tutte tranne Bologna e Venezia, che per l’attenzione dimostrata ad acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, trasporti e verde urbano salgono sul podio dei capoluoghi di provincia più virtuosi. La lode sta nella capacità di gestire il territorio, utilizzano le risorse naturali e culturali per progettare un futuro migliore. Come a dire: Bologna ha dei problemi ma almeno ne è conscia e ci mette mano. A cominciare dall’inquinamento atmosferico che ha tentato di limitare con il piano della mobilità. Buone le intenzioni, ancora scarsi i risultati visto che il record di sforamento dei limiti delle polveri sottili è arrivato a 68 giorni mentre la media nazionale è ferma a 61. Anche la disponibilità di verde urbano, 36,6 metri quadrati per abitante, quasi un terzo della media italiana, appare insufficiente. L’altro parametro utilizzato per misurare la febbre delle città è l’offerta sanitaria, ma in questo campo Bologna ha pochi rivali e un record: 68,73 infermieri ogni 10mila abitanti. Il combinato di attenzione alle tematiche ambientali, qualità sanitaria e ricambio generazionale – Bologna è l’area metropolitana meno invecchiata – fa sì che i suoi cittadini possano farsi beffa dell’ultimo assunto dell’Os-servatorio: nelle città si muore di più che nel resto del Paese. I bolognesi, come del resto i fiorentini, hanno una speranza di vita superiore di quasi un anno alla media nazionale e una mortalità leggermente inferiore. Fanno eccezione i decessi legati ai disturbi psichici: nel 2001 la nostra area ha registrato il tasso maggiore per entrambi i generi: 2,72 ogni 10mila uomini, 2,84 ogni 10mila donne.

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