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Blitz a Gomorra, accuse all’ex sindaco anticamorra

NAPOLI – La Direzione distrettuale antimafia di Napoli avrebbe voluto arrestare per associazione mafiosa e altri reati l’ex sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo, magistrato attualmente in servizio come sostituto procuratore generale a Brescia, e durante la sua esperienza di primo cittadino del Comune casertano (eletto con l’Udeur), paladino della legalità, difensore degli immigrati e organizzatore di marce anticamorra. Il giudice che ha esaminato la richiesta dei pm non ha ritenuto di disporre l’arresto (soprattutto perché Nuzzo non è più sindaco e non può quindi reiterare i reati né inquinare le prove), ma condivide in pieno il quadro accusatorio emerso durante l’inchiesta sulle infiltrazioni del clan Bidognetti nell’attività amministrativa di Castel Volturno e che vede tra gli indagati anche l’attuale sindaco Antonio Scalzone (Pdl) e Marcello Lorenzo, che di Nuzzo fu vice. Quarantadue in totale le persone coinvolte, e tre le ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui una notificata al boss stragista (già detenuto) Giuseppe Setola. La Dda ha raccolto elementi dai quali emergerebbe il diretto coinvolgimento di Nuzzo per favorire le attività di Gaetano Vassallo, imprenditore organico alla camorra casalese e oggi collaboratore di giustizia. Grazie ai permessi concessi dall’amministrazione guidata dal sindaco-magistrato, Vassallo riuscì ad aprire un albergo che secondo quanto emerso dalle indagini era completamente abusivo, e sempre grazie agli appoggi in Comune sarebbe riuscito a mantenerlo in attività nonostante tutte le evidenze richiedessero che il sindaco ne disponesse la chiusura. Nuzzo avrebbe favorito anche altri due imprenditori legati al clan Bidognetti (Raffaele Gravante, che ottenne l’appalto per i servizi di vigilanza nel territorio di Castel Volturno, e Nicola Ferraro, al quale fu assegnato il servizio di raccolta dei rifiuti) e ad altri ancora avrebbe promesso commesse pubbliche in cambio dell’appoggio elettorale che i Bidognetti gli avrebbero garantito arrivando anche a scontrarsi (e successivamente accordarsi) con i più potenti boss casalesi: Francesco Sandokan Schiavone e i latitanti Antonio Iovine eMichele Zagaria: Nuzzo ? di cui il gip rileva nella sua ordinanza le abitudini di giocatore d’azzardo ? è accusato anche di concussione sessuale nei confronti di una donna romena, Ileana Petrosel, alla quale aveva prospettato in cambio un posto di lavoro in una importante clinica della zona. Nelle carte dell’inchiesta è ricostruita l’intera vicenda, comprese ? grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali ? le espressioni del sindaco (volgari e irriferibili) e quelle della donna («non l’ho mai fatto… lo faccio perché sono disperata»). Intercettato anche un sms di Ileana a Nuzzo che fa capire che fine ha poi fatto la promessa di un lavoro: «Ti vorrei ringraziarti per bello lavoro, buono che mi hai trovato! Mi hai preso in giro, grazie!».

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