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Bilancio in calo, si salvano scuola e sanità

TRENTO – «Bisogna tagliare sulla spesa corrente e rilanciare la crescita economica, tutelando la coesione sociale». Questi i capisaldi della manovra 2011 illustrati ieri da Lorenzo Dellai alla sua maggioranza. Le previsioni sul calo del bilancio sono più ottimistiche rispetto alla scorsa settimana (60 e non più 90 milioni), ma è chiaro che la Finanziaria 2011 non sarà più «anticrisi ». «L’econo-mia trentina ? è stato il concetto più volte ribadito ieri ? deve cominciare a camminare sulle sue gambe». Al momento, si salvano scuola e sanità, capitoli di spesa su cui la giunta non intende operare tagli. La fotografia della situazione non è particolarmente rosea. Gli ultimi dati parlano di un Pil 2011 in crescita, ma dell’ 1,7% e di una previsione del +1,4% per il 2011. Difficoltà si segnalano anche nel mercato del lavoro, con una disoccupazione che si assesta al 5%. Le aziende continuano a lamentare difficoltà nel reperire credito, con ripercussioni negli investimenti, calati dal 2008 del 18,6% (meno 25% per gli investimenti fissi). I nodi indicati ieri come «strutturali» da Dellai sono la bassa crescita economica, la bassa produttività, l’elevata crescita della spesa corrente, la dispersione delle spese di investimento. Contro questi problemi di sistema vuole essere orientata una manovra che è stata definita «coraggiosa». Scartata l’ipotesi di ridimensionare le spese di investimento. «Il rapporto tra spesa corrente e spesa in conto capitale deve rimanere invariato » ha detto Dellai. Dato il calo del bilancio, questo significa che nella parte corrente andranno operati dei tagli. Si comincerà con «un forte contenimento delle spese di natura non obbligatoria». Riduzione di studi, consulenze, pubblicità, pubbliche relazioni, convegni, mostre, manifestazioni, pubblicazioni. Si procederà poi a «valorizzare il patrimonio pubblico esistente» garantendo un rendimento adeguato e prevedendone la dismissione se non più necessario. In maggioranza si è ribadito che «fondamentale» sarà il trasferimento di funzioni dalle Comuni alle Comunità di valle. Nelle linee guida anche una maggiore autonomia da parte degli enti locali nel reperimento delle risorse necessarie al proprio funzionamento, la strada è quella del «federalismo tributario» deciso per i Comuni a livello nazionale. Grazie a questa maggiore autonomia di manovra, i Comuni trentini dovrebbero essere in grado di recuperare oltre 100 milioni di euro. Molto ci si attende anche dai risparmi che deriveranno dalla modernizzazione del settore pubblico. Ma per quanto significativi, risparmi e nuove entrate comunali non basteranno. Per questo la priorità resta il rilancio della competitività. Dellai ha ribadito ieri di considerare ancora di «assoluta priorità» il sistema della ricerca, la valorizzazione del capitale umano, l’esten-sione dell’impiego delle Ict (Information and communication technology) e i progetti per la mobilità, non solo la ferrovia del Brennero, ma anche Metroland e la metropolitana di Trento.

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