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Bilanci di Reggio, Scopelliti indagato

I guai dei conti comunali di Reggio Calabria mandano sotto indagine per falso in atto pubblico Giuseppe Scopelliti, sindaco Pdl della città dal 2002 al 2010 prima di diventare presidente della Regione. A darne notizia, ieri mattina, è stato lo stesso Governatore calabrese, che si è detto certo di poter chiarire tutto nell’interrogatorio già fissato (dovrebbe tenersi a breve) perché le contestazioni «riguardano solo aspetti tecnico-amministrativi, che esulano dalle mie responsabilità politiche». L’avviso a comparire nasce nell’ambito dell’inchiesta che la Procura reggina sta conducendo da mesi sui bilanci comunali, che secondo la relazione messa nero su bianco dagli ispettori del ministero dell’Economia emersa martedì (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) nascondono un maxidisavanzo da più di 160 milioni di euro. A scavare la voragine nel bilancio reggino, secondo l’analisi degli ispettori di Via XX Settembre, è in particolare la mancata capacità di riscossione, che ha fatto accertare entrate mai finite nelle casse comunali: su questa base, sarebbe fiorita una giungla di irregolarità contabili (la Ragioneria ne contesta 22), messe in atto per coprire sempre più artificiosamente i conti che non tornavano. I 160 milioni, precisano dal municipio, indicano il valore delle operazioni contabili verificate, e non il disavanzo. Accanto al ministero dell’Economia, comunque, sui bilanci di Reggio Calabria lavora da tempo però anche la procura della Repubblica, partita dalle denunce di un esponente del Pd che avevano fatto esplodere il «caso Fallara». Le prime indagini, infatti, avevano riguardato Orsola Fallara, la responsabile finanze e tributi del Comune che nel dicembre scorso si è tolta la vita dopo essere stata indagata per abuso d’ufficio con l’accusa di essersi liquidata 750mila euro come compenso per consulenze al suo stesso Comune. Nell’ambito di quell’indagine, era già stato sentito una prima volta lo stesso Scopelliti, a cui ieri è arrivato il sostegno di esponenti di primo piano del Pdl, dal ministro della Difesa Ignazio La Russa al capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto.

Fonte: Il Sole 24Ore

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