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Bilanci armonizzati, la carica dei 400

Sono poco meno di 400 gli enti locali che hanno aderito alla sperimentazione del nuovo bilancio armonizzato. Lo ha reso noto la Ragioneria generale dello stato, con un comunicato che esprime soddisfazione per la propensione all’innovazione e per l’interesse per l’armonizzazione dei sistemi contabili e dei bilanci mostrato da province e comuni. Ma a orientare la scelta di sindaci e presidenti sono stati anche i ricchi incentivi messi sul piatto a favore degli «sperimentatori». Come noto, la sperimentazione è stata prevista dal dlgs 118/2011 per testare i nuovi schemi e principi contabili introdotti sulla scia del federalismo fiscale per rendere uniformi e confrontabili i bilanci dei diversi livelli di governo. Disciplinata dal dpcm del 28 dicembre 2011, essa in origine doveva durare 2 anni, chiudendosi alla fine del 2013, mentre dal 1° gennaio 2014 il nuovo bilancio, ormai collaudato, avrebbe dovuto essere esteso a tutti. Il recente «decreto Imu» (dl 102/2013), invece, ha concesso un extra time di un anno, rinviando l’entrata in vigore definitiva della riforma al 2015. Il rinvio non è stato determinato da criticità rilevate nel corso della sperimentazione, ma dalla complessità dell’iter procedurale previsto per gli ulteriori decreti attuativi e soprattutto dall’opportunità di consentire agli enti territoriali di adeguare i propri sistemi informativo-contabili. Allo stesso, tempo, la sperimentazione è stata aperta ad altre adesioni, per le quali è stato fissato il termine del 30 settembre. Le richieste pervenute sono state assai numerose: 370 comuni e 13 province, oltre a 5 unioni di comuni. Si tratta di cifre ben superiori alle attese del Mef, che comunque è orientato ad ammettere tutti gli enti che hanno presentato regolare domanda di partecipazione. La causa di tanto entusiasmo, oltre che nella passione dei ragionieri per il loro mestiere, va forse ricercata anche nelle premialità che il dl 102 ha messo a disposizione degli sperimentatori. Questi, nel 2014, potranno innanzitutto contare su un obiettivo di Patto più leggero, al limite, anche azzerato, anche se l’elevato numero di commensali è destinato a ridurre la porzione che toccherà a ciascuno di essi: il meccanismo degli sconti, infatti, è analogo a quello applicato lo scorso anno per i virtuosi e quindi il bonus è inversamente proporzionale al numero di partecipanti alla sperimentazione. 

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