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Beni confiscati, nasce l’Agenzia

Un desk per accelerare le procedure di assegnazione dei beni confiscati alle mafie. Ad istituirlo sarà il ministero dell’Interno che aprirà presto a Bari anche una delle quattro filiali dell’agenzia nazionale per i beni confiscati. Lo ha annunciato ieri durante un vertice in Prefettura il sottosegretario con delega alla pubblica sicurezza Alfredo Mantovano. «Si passa all’opera in modo ancora più concreto: in ogni Prefettura ci sarà un funzionario di riferimento a cui ogni sindaco del territorio potrà rivolgersi per capire in quale modo accelerare la destinazione del bene o accedere ai fondi comunitari che ci sono per la ristrutturazione». Una vera e propria task force, dunque, che lavori per il recupero sociale di tutti quegli immobili sottratti ai clan, un tesoro che in Puglia può contare 719 tra ville, palazzi ed appartamenti. La maggior parte degli edifici si trova in provincia di Bari: sono 291 i beni sequestrati, ma utilizzati solo 74 e consegnati in attesa di utilizzo 62. Per i restanti 83 invece non è stata ancora individuata alcuna destinazione perché su molti pendono ipoteche o ordinanze di sfratto. E proprio per risolvere questi problemi nasce il desk che sarà allargato di volta in volta alle autorità competenti. «Allora – ha spiegato Mantovano – vorrei parlarne con i presidenti dei tribunali del territorio pugliese per capire se e in che misura nel limite delle loro competenze si possano individuare delle corsie accelerate di questi procedimenti per abbattere i tempi». In Puglia non si parte da zero, la collaborazione tra stato e regione ha portato all’assegnazione dopo 13 anni della villa del cassiere della Sacra Corona Unita a Torchiarolo. «È il momento in cui la contesa politica, la vis polemica deve lasciare il passo al senso di responsabilità globale – ha commentato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – quando si tratta di spogliare le mafie della loro ricchezza economica ma anche del loro potere simbolico, lo stato deve presentarsi con un volto unitario. Dobbiamo essere in grado di gestire meglio, creando convenienza sociale, cioè che la mafia gestiva per il proprio lucro privato evitando di trasformare ville e aziende confiscate in discariche metropolitane in preda al degrado». Proprio ieri inoltre è stata firmata la convenzione per l’uso gratuito di due immobili confiscati a Bari vecchia in piazza San Pietro e vicolo del Carmine dove saranno realizzati progetti dedicati a giovani e donne del quartiere. Per combattere la criminalità occorre rafforzare anche la prevenzione sul territorio e per questo Mantovano ha disposto l’incremento dei controlli di polizia a Bitonto dove venerdì è stato ucciso Michele Elia. «La situazione è grave e preoccupante, servono più pattuglie e più investigatori».

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